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Sindacato italiano

CHI DISCREDITA LA CISL? – A.Serafino – servizi Caf e contestazioni-

Le critiche sulla riorganizzazione dei servizi sindacali se pubbliche discreditano l'Organizzazione, la Cisl? Sì, secondo la maggioranza della cosiddetta “democrazia d’apparato” *. No, per altri. La lettera aperta di Giorgio Bizzarri , la risposta di Franco Aloia che fa seguito a quella di Clara Micelotta consentono di saperne di più! I testi sono in allegato. E' cosa tanto difficile organizzare un confronto a Ivrea con la presenza dei firmatari su citati?

Sull' argomento sono stati già pubblicati due articoli sul nostro sito (vedi link).

I fatti che riguardano la riorganizzazione Caf – commentati nelle tre lettere – consentono di dire che Franco Aloia, il primo ad avere rotto il tacito silenzio,  “vedeva lungo” quando nella sua prima lettera (allegata) inviata agli organismi Cisl Regionali, all’inizio di novembre, metteva le mani avanti annunciando che non sarebbe stato a lamentarsi inascoltato tra le “quattro mura“ cisline. E così è stato, Aloia – constatando l’assenza di risposte e l’inesistenza di accordi sindacali con precise garanzie per i lavoratori dei servizi – ha inviato la notizia ai media.

Tale fatto ha  destato in me una grande sorpresa, e penso in molti altri,  perché Franco è stato un dirigente sindacale attento e critico ma da sempre restio, anzi indisponibile, a portare all’esterno dell’organizzazione le sue critiche. Ma questo stato di servizio non è stato tenuto in alcun conto dal gruppo dirigente regionale della Cisl e non ha messo al riparo Franco Aloia dalle sibilline voci, sorte dal moloch dell’apparato cislino, per derubricare le sue contestazioni alla regionalizzazione dei servizi ( metodo e merito)  ad espediente per fare dimenticare sue presunte gestioni deficitarie nel Canavese.

Voci che ho raccolto personalmente da segretari della Cisl Torinese e Canavese e che mi hanno indotto a chiedere immediate delucidazioni ad Aloia il quale – desolato per il trattamento riservatogli – mi ha chiarito quanto segue:“..l’ultima mia gestione era in equilibrio, i bilanci sono stati regolarmente approvati e firmati dal Segretario dell’Unione Territoriale…però l’ultima mia gestione ha patito per la liquidità in quanto il Presidente Nazionale Caaf  tardò a versare le quote di nostra spettanza per le pratiche completate, motivandolo esplicitamente come ritorsione  alla mia dichiarata contrarietà al progetto di riorganizzazione regionale; contrarietà da me reiterata per  le indeterminatezze e le non garanzie per il personale sottoposto all’interruzione di continuità del rapporto di lavoro”. Le accuse a Aloia di cattiva gestione sembrano ora rientrate ma non si é di certo azzerato l’effetto della “calunnia è un venticello”. Trovo assai strano che Giorgio Bizzarri non abbia su questo punto fatto un chiarimento, meno ermetico di quanto scritto nella sua lettera.

Ci sono,mi sembra, molti buoni motivi per scuotersi dall’apatia, per ribellarsi un pò e protestare con convinzione. All’interno o all’esterno dell’organizzazione? Nel modo più efficace per raggiungere le tante decine di migliaia di iscritti Cisl del Torinese, del Canavese, del Piemonte e, perché no, le centinaia di migliaia di lavoratori interessati ai nostri servizi. Senza farsi scudo, per chi è convinto delle osservazioni critiche che sono state poste, dell’adagio“ i panni sporchi si lavano in famiglia” intendendo cioè per “famiglia” il solo gruppo dirigente e non quella dell’insieme degli iscritti che debbono rispondere ai lavoratori.

Per quanto fin qui deciso, nel metodo e nel merito, per la regionalizzazione dei servizi Cisl si sono determinati aspetti che danneggiano  l’immagine e la credibilità dell’Organizzazione;  non già le pubbliche denunce di Franco Aloia **, di Clara Micelotta *** e di altri cislini che sono commenti conseguenti alle deprecabili decisioni assunte a livello Cisl e Caaf, e possono tenere dentro la Cisl molti scritti delusi che vorrebbero andarsene. Si discredita l’Organizzazione quando cala l’affidabilità sulle strategie (es. mobilità si, da posto a posto con garanzie) e sulle enunciazioni (es.contratti di solidarietà) sulle quali si è chiesto l’assenso degli iscritti nelle assemblee pre-congressuali e poi quello dei delegati nelle assise dei Congressi.

Giorgio Bizzarri, scrive di essere convinto di aver riassunto oggettivamente la vicenda riguardante la regionalizzazione dei servizi ed invita a non “trasformarla in una caricatura”. Ma così non risulta leggendo la risposta – su La Sentinella del Canavese (allegato) –  di Clara Micelotta che sottolinea con grande amarezza “il tradimento di principi della Cisl in cui ha sempre creduto”. Principi e impegni assunti  per salvaguardare  “la dignità del lavoro e la rappresentanza dei lavoratori” che – in particolare nei periodi di crisi e di tante riorganizzazioni e ristrutturazioni – si possono salvaguardare seguendo la stella polare degli accordi sindacali solidaristici.

Nel caso Cisl di cui discutiamo è evidente che per seguire quella stella polare sono necessarie due coordinate. La prima, un accordo sindacale sottoscritto tra la nuova società privata regionale dei servizi (nel caso, partecipata al 100% da strutture Cisl) e la Fisascat, la categoria della Cisl che organizza  i lavoratori di tali servizi. La seconda, che in tale accordo si espliciti la garanzia – per i lavoratori in carico nelle pre-esistenti Società dei servizi territoriali e oggi coinvolti nella nuova organizzazione regionalizzata- per definire con un rapporto di lavoro che assicuri la condizione di eguaglianza nell’assunzione delle responsabilità e di ripartizione delle difficoltà; ovvero un contratto di solidarietà ( idea originata dalla Cisl e poi assunta unitariamente) per uniformare gli orari ( anche se ridotti), definendo nel contempo le modalità di flessibilità-mobilità più idonee per l’efficacia dei servizi e la fattibilità territoriale.

Giorgio Bizzarri nella sua lettera descrive, convincendo, la situazione in cui si trovano i servizi e relativi bilanci, ma non è per nulla condivisibile la parte conclusiva della stessa in cui, oltre a omissis,  propone come positivo un metodo ed un merito che sembrano tratti da vetuste teorie dell’aziendalismo, oggi nuovamente in auge, ovvero l'affidare a chi ha la rappresentanza ufficiale (istituzionale o gerarchica che sia) – saltando il confronto e l’accordo sindacale –  la gestisione discrezionale dei rapporti personali con i lavoratori interessati, chiamati a rapporto uno ad uno, neppure con un’assistenza sindacale.

Giorgio Bizzari è un dirigente sindacale attento che non può essere diventato improvvisamente orbo. Allora? Potrebbe essere rassegnato e sfiduciato, tanto da “non notare” che l’autonomia tanto invocata (anche per l’agire della nuova società regionalizzata), è cosa ben diversa da quella proposta dai Padri della Cisl, invocati a piè sospinto anche a sproposito.

Così pure la tesi che il centralismo produrrebbe più controllo, più trasparenza, più efficacia. Ad esempio, a proposito di centralismo, che ne sanno le Rsu, gli iscritti, sull’utilizzo di quella somma che già oggi il Caaf Nazionale riscuote dai territori in quanto sottoscrittore della convenzione per i servizi Caaf con il Ministero: un’entrata di 2-3 milioni di euro? E’ tanto? Come sono ripartiti?

Ma ciò apre un altro capitolo, quello sul ruolo dei tesserati Cisl che sempre più nei fatti (giammai nella teoria congressuale) sono diventati numeri, pacchetti di  tessere da far pesare per scegliere chi “comanda” qua e là nel territorio e nelle categorie, e sono sempre meno soci chiamati a decidere sulle scelte reali dell’organizzazione.

Per questo è giusto ribellarsi per cambiare questo modo di decidere nella Cisl, questo sindacato un po’  addormentato anche sulle  grandi questioni del paese, economiche e sociali. Serve mettere insieme la speranza e il coraggio. Gli esempi non mancano.

*   dirigenti a pieno tempo con rapporto dipendente o distacco sindacale gestito dalle Segreterie, quindi restii  a formulare osservazioni critiche al quartiere generale dal quale dipendono.

**   Franco Aloia, già Segretario Ust Canavese, già Presidente della Società dei Servizi Canavese

*** Clara Micelotta, già Presidente della Società dei Servizi Canavese ed ora dimissionaria

Link precedenti articoli pubblicati su www.sindacalmente.org

http://www.sindacalmente.org/content/e-un-deprecabile-atto-denuncia-di-faloia-licenziamenti-caf

http://www.sindacalmente.org/content/si-sapeva-o-non-sapeva-servizi-cisl-garanzie-i-lavoratori

Allegati – 5 testi, la lettera di Giorgio Bizzarri e le risposte di Franco Aloia e Clara Micelotta. La prima lettera di Aloia alla Cisl regionale ( novembre 2013). L'intervista di Clara Micelotta alla Sentinella del Canavese.

Allegato:
lettera_g_bizzarri.doc
carissimo_giorgio_miicelotta_10-1-14.doc
intervista_micelotta_sentinella_canavese.pdf
lettera_aloia_al_regionale_cisl_2-11-13.doc
risposta_di_aloia_a_bizzarri_16-1-14.doc

13/01/2014/0 Commenti/da
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