Brigantaggio politico nelle Due Sicilie di Pino Ippolito Armino. E’ un saggio recente pubblicato da Città del Sole Edizioni. Una ricerca attenta e inedita, consultando circa trecento testi negli archivi di Reggio Calabria, di Napoli, di Torino. Il sottotitolo recita: condizioni socio-economiche del regno di napoli e storia dei movimenti reazionari contro l’unità italiana. Come reagì la monarchia napoletana all’occupazione garibaldina e piemontese? Chi furono gli uomini che guidarono la reazione? Perché fallirono le imprese dei lealisti?

La locandina allegata così presenta l’interessante libro.

Appena quattro generazioni fa, quella dei nonni dei nostri nonni, il regno delle Due Sicilie era di gran lunga lo stato più esteso e più popoloso della penisola. In appena due mesi, dallo sbarco di Garibaldi a Melito il 20 agosto del 1860 al plebiscito del 21 ottobre dello stesso anno, concluse la sua storia con l’annessione al regno Sardo.

Abbandonata Napoli, i Borbone non considerarono affatto perso il Regno. Fallita l’opzione militare, gli sforzi si concentrarono nel tentativo di sollevare le popolazioni, ritenute in gran parte lealiste.

La prima occasione, anche simbolica, venne il 21 ottobre del 1860 col plebiscito voluto da Cavour per annettere al Piemonte le nuove province meridionali. La trama della reazione fu assai articolata e  si svolse quasi per intero nella periferia dell’ex Regno, la Calabria. Pesò anche un precedente ch’era stato fortunato per le forze reazionarie; dalla Calabria era partita la campagna del cardinale Ruffo che nel 1799 aveva riconquistato il Regno ai Borbone.

Esaurito con esito negativo anche quest’ultimo tentativo, si chiuderà definitivamente la pagina del cosiddetto “brigantaggio politico” e si aprirà quella nuova della rivolta contadina che produrrà la lunga e sanguinosa stagione del brigantaggio senz’aggettivi.

La fulminea scomparsa di quello che era anche il più antico fra gli stati pre-unitari resta un campo d’indagine storica non ancora sufficientemente esplorato; forse anche per questo, sulle vicende che nel Mezzogiorno accompagnarono l’unità nazionale si sono avute, con riesplosa violenza nel corso degli ultimi anni, due inconciliabili tendenze interpretative, l’una tesa ad esaltare la nascita e la formazione della nazione italiana, l’altra nostalgica di un regno borbonico ricco e felice ma conquistato e sottomesso dai Piemontesi.

Un’originale analisi comparata delle economie e delle condizioni sociali dei principali stati pre-unitari rivela più d’una sorpresa e può aiutarci a capire perché, a distanza di oltre un secolo e mezzo, le due Italie continuino a mostrare di essere ancora separate da reciproca incomprensione.

Allegato

Cartolina-presentazione del libro Brigantaggio politico nelle Due Sicilie di Pino Ippolito Armino

Allegato:
brigantaggio_politico_nelle_due_sicilie_di_pino_ippolito_armino.pdf

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