Che cos’è la piattaforma digitale di Amazon in determinati settori della logistica? Ad esempio nel grande centro di Piacenza? Un moderno sistema tayloristico dove si spostano i lavoratori (velocemente e di corsa) anziché – come in passato – i pezzi da assemblare, le merci. Gli stessi manuali della multinazionale, illustrano quel modello organizzativo con l’icona dell’omino che, ricevuto l’ordine sul suo display, inizia a correre…

Domenico De Masi, il sociologo che pone grande attenzione ai cambiamenti del mondo e delle nuove tecnologie, ricorda che Lenin – promotore e protagonista del comunismo reale –  era innamorato del taylorismo.. De Masi cita un aforisma attribuito a Lenin che, alla domanda cos’è il comunismo rispose: è il potere sovietico più l’elettrificazione e il taylorismo.

Marx è Dio, Ford il suo profeta. Così recita il titolo di una conferenza svolta negli Anni Cinquanta da Alexandre Kojève, filosofo francese di origini russe, uno dei più importanti studiosi di Hegel.

Bruno Settis racconta la storia plurale del fordismo il cui declino coincise con la crisi dei sindacati e della sinistra. Il suo Fordismi. Storia politica della produzione di massa  (Il Mulino, 2016, pp. 317, € 29) restituisce il piacere di una scrittura precisa e colta, ma soprattutto è ricco di spunti per rileggere il dibattito politico e culturale del Novecento – da Wilson a Lenin, da Gobetti a Gramsci fino ai post-operaisti – e forse anche i problemi del presente. Una grande storia comparativa e multidisciplinare.

Alleghiamo due recensioni di quel libro, sempre di grande attualità:

  • Catena di montaggio, la religione che univa capitalisti e comunisti di Emanuele Felice La Stampa del 11-9-2016
  • La rivoluzione del fordismo di Sabino Cassese su Il Sole del 7-8-2016

Altre descrizioni di moderna sociologia del lavoro (processi produttivi e lavoratori) si ritrovano nei recenti libri di Domenico De Masi. Alleghiamo una recensione, tratta dal web,  di Lavoro 2025. Il futuro dell'occupazione (e della disoccupazione) edito da Marsilio.

Quali saranno gli effetti del progresso tecnologico sull'occupazione? Quale sorte attende i Neet, i giovani che non studiano e non sono alla ricerca di un lavoro? Come è possibile conciliare produttività e reddito di cittadinanza? «Per progettare qualsiasi futuro, e in particolare quello del lavoro, – sostiene Domenico De Masi – occorre prevederlo». A questa necessità intende rispondere la ricerca Lavoro 2025. Voluto da un gruppo di parlamentari del Movimento 5 Stelle per fornire una base scientifica alle loro proposte di legge e animato dalla professionalità di prestigiosi esperti, lo studio inquadra tutte le questioni fondamentali che sono al centro di quel delicato meccanismo di equilibrio tra domanda e offerta che è il mondo del lavoro. Una prima parte – La questione lavoro – descrive la fase di passaggio dalla società industriale a quella postindustriale e sintetizza le previsioni al 2025 di alcune variabili macrosociali, fornendo le basi per ipotizzare come cambierà il lavoro. La seconda parte – I futuri possibili – raccoglie le riflessioni degli esperti sui temi proposti. Nella terza parte – Lo scenario più probabile – è riassunto il succo della ricerca. Una lettura per capire l'occupazione di domani, un progetto che celebra «l'incontro tra politici e intellettuali, gli uni in possesso dei poteri necessari per progettare, gli altri esperti delle discipline necessarie per prevedere».

 

 

 

Allegato:
catena_di_montaggio_la_religione_che_univa_felice.doc
la_rivoluzione_del_fordismo_sabino_cassese_sole.doc

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