IVECO: MANIFESTAZIONE EUROPEA SENZA FIM E UILM sindacato T. Ferigo 11/9/2012

Il TG3 Piemonte e la pagina locale dei quotidiani nazionali, hanno dato discreto spazio alla manifestazione promossa dal sindacato europeo dell’industria Venerdì 7 Settembre di fronte alla direzione FIAT. La ragione era l’annunciata  chiusura di cinque stabilimenti IVECO in Europa e la richiesta di un confronto europeo sul piano di ristrutturazione annunciato.  Obiettivo ambizioso data la mancanza di un comitato aziendale europeo IVECO. Tra le richieste vi è infatti la sua messa in opera. Esiste però già  un comitato FIAT gruppo. Ha avuto un ruolo ? Non se ne fa cenno nei comunicati FEM. Comunque non era questo il messaggio centrale della manifestazione ma semplicemente: Europa, NO a licenziamenti, difendiamo il lavoro.

Davanti al Lingotto erano presenti delegati e dirigenti  di sindacati spagnoli, francesi, tedeschi,ceki, oltre alla FIOM.

Non  FIM e UILM che si sono dissociate  pochi giorni prima dall’iniziativa. ritenendo che le ragioni originarie della mobilitazione erano venute meno. Il FISMIC , non affiliato al sindacato europeo, ha ritenuto opportuno precisare  che "lo sciopero è stato un flop”:,rispettando così la sua tradizione: se i lavoratori non scioperano per solidarietà fanno bene e ce ne compiacciamo. Ognuno ha i suoi valori fondanti.

L’iniziativa ha avuto  rilievo all’estero sui siti sindacali francesi, tedeschi e spagnoli oltre a quello della federazione europea. Ne hanno dato notizia anche alcuni giornali. Il perché è facile da immaginare.

Una iniziativa sindacale europea ,pur non essendo una novità, non è avvenimento di tutti i giorni e, come  prevedibile , i giornali ne hanno scritto e la TV ne ha parlato.

 L’evento è lavoratori che parlano  lingue diverse davanti alla sede FIAT, una multinazionale. Alcuni toccati direttamente dalle chiusura, altri per solidarietà. I mutamenti di cui parla il comunicato FIM, UILM nazionali rispetto a quando in Luglio , l’esecutivo europeo approvò all’unanimità lo sciopero nel gruppo, riguardano  l’avvio di negoziati alla Magirus per un piano sociale, come prevede la procedura tedesca, e la conferma della concentrazione di alcune produzioni di nicchia a Madrid che non sarebbe di conseguenza toccata da licenziamenti. Ragione sufficiente per non essere insieme a “collegen” tedeschi e ceki, “companeros” spagnoli e camarades francesi ? Non  crediamo, come non lo hanno creduto  diversi fimmini in attività e non, che ci hanno espresso la loro sorpresa ed amarezza. Comunque sia ,non ci si ritira con un mal argomentato comunicato pochi giorni prima.

Altra motivazione tra le righe e circolante : è stata una operazione prevalentemente mediatica in cui la FIOM ci ha messo lo zampino. Certo, ragione di più per esserci e magari metterne altri di zampini. . Se  non di solo media vive il sindacato, ogni tanto sono utili, e saperli usare in questi casi non è un peccato. L'aggiunta che la medianicità fosse per colpire la FIAT non merita considerazioni. Piani sociali o no, licenziamenti ci sono ancora. Questo conta ,non l'immagine dell'azienda che sa rovinarsela da sola negli ultimi tempi.

Il comunicato inoltre contiene un passaggio a dir poco inquietante là ove si rinfaccia ai sindacati europei di non essersi interessati mostrati solidali quando sono stati toccati stabilimenti in Italia. Farlo notare in sede opportuna e discuterne  va bene ,ma qui siamo alle ripicche da cortile, ai litigi da corridoio, accuse in bacheca che purtroppo caratterizzano non pochi rapporti intersindacali , trasferiti al livello europeo. Scritti in un comunicato ufficiale sono  poco dignitosi.

Per finire.Ci auguriamo che sia stato un incidente magari dovuto a intoppi comunicativi tra i vari livelli, ad una sottovalutazione, spesso denunciata,, dell’importanza del lavoro internazionale, al rischio di esigua presenza nella manifestazione per ritardi organizzativi. Può capitare . Sarebbe bene discuterne e non cercare giustificazioni che peggiorano la situazione e danneggiano la FIM. Se invece le ragioni adottate sono politiche beh l'amarezza, oltre che il disaccordo,prima citata aumenta ulteriormente.C’è già la confederazione che ci pensa con le sue banalità, pascolo quotidiano dei suoi massimi dirigenti.

PS; naturalmente se altre più convincenti  ragioni hanno portato all'assenza della FIM saremmo ben lieti di cambiare opinione.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *