RISULTATI ELETTORALI, SCENARI, REFERENDUM – F.Astengo – politica 31/5/11

Risultati inediti, inediti scenari, temi referendari. L’eccessiva schematicità delle note che seguiranno impone di rivolgere, a quanti avranno la ventura e la pazienza di leggerle, vive scuse: pur tuttavia ci sono momenti in cui può anche essere utile ridurre all’osso il filo del ragionamento al fine di fissare al meglio lo stato delle cose in atto, tentando di produrre una analisi minimamente fondata sulla quale avanzare una proposta politica. Il risultato elettorale dei ballottaggi svoltisi, tra il 29 ed il 30 Maggio, in alcune città italiane per il rinnovo dei Sindaci e dei Consigli Comunali hanno confermato la tendenza di voto emersa al primo turno: per la prima volta dopo molti anni emerge una consistente volatilità elettorale, pur in un quadro di forte crescita dell’astensione, in una dimensione inusitata per quel che riguarda il “caso italiano”, una volatilità che pare (usiamo sempre il condizionale,per prudenza e per la necessità, nei prossimi giorni, di analizzare con maggiore attenzione i dati) dirigersi verso la sinistra.

Insomma: sta aprendosi un varco, dal punto di vista del consenso popolare, al riguardo del regime populista di destra che governa ormai da molto tempo questo Paese.

 

Egualmente l’elettorato italiano è chiamato, fra pochi giorni 12 e 13 Giugno, ad un’altra prova di fondamentale importanza: quella relativa ai referendum in particolare al riguardo del nucleare e della necessità di respingere il processo di privatizzazione nella gestione e nell’uso dell’acqua.

Perché i due dati, lo spostamento a sinistra nel voto amministrativo e l’esito referendario risultano così strettamente intrecciati?

 

Esiste, sotto questo aspetto, un motivo fondamentale: la scelta anti-nucleare e l’acqua pubblica rappresentano due punti fondamentali, in caso di esito positivo della consultazione referendaria, da affrontare in chiave di programma per una futura alternativa di governo.

Non ci dilunghiamo molto su questo punto riassumendo al massimo: appare evidente, però, che il rifiuto del nucleare richiama la necessità di un progetto di grandissime dimensioni dal punto di vista delle energie alternative (si veda il caso della Germania) e l’acqua pubblica implica anch’essa un intervento, altrettanto pubblico, in un campo molto vasto, comprensivo anche del rifacimento delle rete idrica (un tema non molto dibattuto ma che, invece, rappresenta il fulcro del problema, soprattutto dal punto di vista economico e dei rapporti tra centro e periferia, tra Stato e istituzioni locali).

 

Entrambi i temi, energia e acqua, infatti richiamerebbero, in caso di esito positivo del referendum, alla necessità di un intervento programmatorio del “pubblico”: un tema già ampiamente sollevato analizzando il corso della crisi economica e non ancora compiutamente affrontato.

L’ipotetico scenario appena delineato avrebbe ripercussioni fondamentali sul piano politico: per la prima volta, nella storia d’Italia, di fronte ad una situazione di questo tipo toccherebbe al “centro” (quello vero e quello costruito artificialmente sulla crisi della “sinistra storica”) avere di fronte il dilemma di allearsi con una sinistra capace di esprimere – appunto – quei contenuti alternativi, proprio sul piano del rapporto pubblico/privato cui abbiamo appena accennato, spezzando la catena liberista a cui proprio questo “centro” si è consegnato nel corso degli anni.

 

Insomma potrebbe verificarsi un inedito scenario politico rispetto ad altri passaggi fondamentali nella storia della Repubblica (dal primo centro-sinistra, alla solidarietà nazionale, allo stesso Ulivo).

Ovviamente il tutto si sta verificando nel quadro di una crisi verticale sul piano internazionale e di uno scenario interno caratterizzato dal permanere di quel governo di destra cui abbiamo accennato: governo che, con ogni probabilità, intensificherà la sua azione distruttrice, attaccando ancora la Costituzione ed accentuando i propri caratteri rivolti verso la diseguaglianza sociale.

E’ pronta la sinistra ad assumere una sfida di questa genere: a proporre una larga alleanza utile per rovesciare la destra e aprire la strada ad una fase di transizione al termine della quale possa emergere, davvero, una proposta di governo alternativo?

Si apre, a questo punto, il capitolo di una riflessione che, a nostro giudizio, rimane tutta da sviluppare, prestando attenzione alla necessità, ancora completamente da assolvere, di offrire un modello assolutamente alternativo a quello populistico in voga di “far politica”, recuperando il senso unitario di costruzione di una nuova soggettività politica, capace di svolgere insieme una funzione di governo, di recupero della capacità di compromesso e, insieme, di funzione di integrazione per vasti settori sociali, in particolare giovanili, che reclamano (anche sulla scorta di analoghe esperienze fuori d’Italia) una nuova qualità dell’agire politico.

Nella nostra storia, quella della sinistra italiana, è bene ricordarlo ci sono tutti gli elementi per muoverci in questa direzione.

Savona, li 31 Maggio 2011                                                                Franco Astengo
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