Mario Dellacqua, con altri amici e compagni di None, hanno fondato nel 2009 un circolo “L’angolo non ottuso” che svolge più attività: culturali, sociali, del tempo libero. In ricordo di un grande militante operaio e delegato dell’Indesit di None, Bruno Redoglia, conosciuto com e “Orso Bruno”. Hanno realizzato anche un sito con una denominazione che è già un programma (www.nonunomanoi.org ). Ora Mario si sta specializzando nell’utilizzo di facebook rilanciando brevi testi ricavati da dichiarazioni o articoli di economisti, politici, studiosi, religiosi, sindacalisti ed altri. Brevi ed utili per discutere.

Alleghiamo dieci di questi “rilanci”  fatti da Mario Dellacqua nei giorni scorsi.

Mario Dellacqua ha pubblicato qualcosa in Gli amici dell'angolo non ottuso

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FACCIAMO COME IN AMERICA?

L’idea che i problemi economici sarebbero risolti con un mercato del lavoro più flessibile è stata completamente screditata dalla crisi. Gli Stati Uniti hanno il mercato del lavoro più flessibile tra i paesi industrializzati occidentali, e ancora oggi, un americani su sei è in cerca di lavoro a tempo pieno senza trovarlo. Non ha funzionato.

Non bisogna puntare sulla flessibilità. Dobbiamo chiederci come spostare le persone dai settori vecchi ai nuovi. Questo implica flessibilità, ma anche sicurezza e formazione. Non bisogna aumentare l’ansia dei lavoratori, questo non fa che impedire il buon funzionamento del mercato del lavoro.

JOSEPH STIGLITZ, Premio Nobel per l'economia

 

STRINGI LA CINTA

"Uno Stato non è una famiglia: una famiglia in difficoltà stringe la cinta e forse ne esce; ma se in uno stato tutti stringono la cinta, nessuno consuma più, le industrie non hanno più clienti, la produzione e le vendite crollano, le tasse che lo stato percepisce precipitano, tanto che in questi anni di lacrime e sangue il debito greco è aumentato, non diminuito, e anche quello italiano si è avviato sulla stessa china",

Marco d'Eramo, Il manifesto, 11 ottobre.

 

COME IN FAMIGLIA?

Un’economia non è come una famiglia indebitata. Il nostro debito è composto in maggioranza di soldi che ci dobbiamo l’un l’altro; cosa ancora più importante: il nostro reddito viene principalmente dal venderci cose a vicenda. La tua spesa è il mio introito, e la mia spesa è il tuo introito.

E allora cosa succede quando tutti, simultaneamente, diminuiscono le proprie spese nel tentativo di pagare il debito? La risposta è che il reddito di tutti cala – il mio perché tu spendi meno, il tuo perché io spendo meno.- E mentre il nostro reddito cala, il nostro problema di debito peggiora, non migliora.

Paul Krugman, Premio Nobel per l'economia

 

UNA BUONA MEDIAZIONE

‎"So bene che il pensiero dei cattolici su questa materia può essere in minoranza, ma occorre che si conosca e che si confronti con la maggioranza. Solo in questo modo, cioè dialettizzandosi, si può far conoscere la propria posizione. E magari conquistare chi la pensa diversamente». 

Insomma, l'importante è confrontarsi. «Lo trovo necessario per tutti e a maggior ragione per i cattolici che hanno il dovere di non estraniarsi dalla vita politica. Basta pensare alla Costituzione: è evidente che si tratta di una mediazione tra diverse correnti ideologiche, ma è stato fondamentale essere presenti. E il risultato è stato buono».

Intervista di Padre Achille Erba, Corriere della sera del 3 giugno 2005.

 

PERSONA UMANA

“Durante la guerra, in questo conflitto di idee che ha messo il mondo di fronte al nazismo, ci siamo trovati tutti d’accordo, credenti e non credenti, per salvare il concetto secondo il quale – come dice Maritain – l’uomo è più un tutto che una parte”. ALCIDE DEGASPERI in M.L. Sergio, Confronto con la fede. Religione civile e identità cristiana, Studium edizioni.

 

UGUALI PER FINTA

Il punto essenziale del provvedimento governativo sta nella doppia manovra: abbassamento di un punto di due aliquote Irpef, quella al 23% e quella al 27%, mentre, anzichè scongiurare l'incremento dell'Iva, lo si eleva di un punto. Si dice che le due cose dovrebbero stare in equilibrio, ma è assai poco credibile che così effettivamente sia.

La riduzione dell'Irpef dovrebbe portare a un risparmio medio di circa 187 euro a persona su una platea di 30 milioni di contribuenti. Ma questo avverrebbe senza sostanziali differenze fra redditi alti e bassi. Infatti, in virtù del meccanismo progressivo a scaglioni, del taglio delle aliquote beneficeranno tanto i redditi fino a 28mila euro, quanto quelli fino a 75mila euro. Summum ius, summa iniuria.

Alfonso Gianni, Il Manifesto 11 ottobre

 

LA BIBBIA DICE

Quando ero ministro del governo Prodi ero riuscito a portare i fondi per il sociale a 2 miliardi e mezzo, adesso questi fondi assommano a 270 milioni di euro. Un taglio di oltre 2 miliardi che si aggiunge ai tagli dei trasferimenti agli enti locali e alle regioni – i titolari della spesa sociale – con effetti disastrosi per la pubblica assistenza.

Io non credo che nel paese vi sia una esatta consapevolezza di cosa significa tutto questo. Le persone con disabilità non fanno notizia e sono vissute come un fatto privato delle famiglie e delle associazioni di autotutela. Ci troviamo però di fronte a milioni di persone che sono abbandonate a loro stesse. Pensate a cosa vuol dire per una famiglia a reddito medio avere un genitore non autosufficiente in assenza di un sostegno pubblico: da mille euro al mese di spesa in su con un completo stravolgimento della propria vita attorno al genitore non autosufficiente. Se la famiglia deve essere il luogo degli affetti , in troppi casi la famiglia diventa il luogo della disperazione. La Bibbia dice “non caricate sulle spalle degli altri pesi che non possono portare”. Io penso che il governo stia facendo esattamente questo: sta caricando sulle spalle dei più deboli e dei loro famigliari pesi che non possono portare. 

Questa situazione è tanto più vergognosa perché mentre le persone con disabilità ed in particolare gli anziani vengono abbandonati a se stessi, il governo trova le risorse per le banche private: nella spending review sono previsti 2 miliardi per il Monte dei Paschi di Siena e dei circa 60 miliardi che l’Unione Europea darà alle banche private spagnole, 10 verranno versati dal governo italiano. Vado dicendo queste cose da tempo ma non riesco a farmi ascoltare, i giornali e i telegiornali non ne parlano. Dall’informazione magicamente scompaiono sia i finanziamenti alle banche che i tagli verso i più deboli. I più forti e i più deboli sono cancellati dalla discussione: gli uni perché preferiscono agire nell’ombra, gli altri perché vengono nascosti sotto il tappeto, come la polvere. 

Paolo Ferrero

 

UN'ALTRA UTOPIA

"Salari bassi (per rendere competitive le imprese) e consumi alti (per vendere le merci). Questa formula, che sta alla base dell'esplosione della bolla finanziaria, non rappresenta una stortura ma la vera utopia capitalistica, il sogno di ogni imprenditore: non pagare chi lavora per lui (per massimizzare la competitività e il plus valore) e nello stesso tempo vendere le merci a quegli stessi lavoratori.

L'indebitamento dei cittadini è stata la modalità per rilanciare i consumi, e la crisi finanziaria rappresenta il fallimento di quel capitalismo che vorrebbe pagare sempre meno i lavoratori (con la precarietà, con le delocalizzazioni, abolendo il sindacato e l'articolo 18) e nello stesso tempo stimolare i loro bisogni con la pubblicità e la vendita di merci inutili".

Paolo FERRERO, Pigs! La crisi spiegata a tutti, Derive e approdi, pag. 40.

 

IN ALTO LE BALLE

Quelli degli anni Cinquanta e Sessanta avevano miti spesso irraggiungibili, ma si trattava comunque di aspirazioni "alte": sognavano di fare l’esploratore, il pilota, il direttore d’orchestra, l’astronauta, persino il pirata. Per lo più si trattava di aspirazioni a ruoli di comando. Oggi un preoccupante numero sogna di fare la velina, il tronista, la modella o il modello… tutte aspirazioni a ruoli gregari, ma che consentono visibilità a poco prezzo. È quindi lecito domandarsi quali modelli e quale narrazione del Paese siano stati loro proposti, quali ideali siano stati loro suggeriti. da Quelli degli anni Cinquanta e Sessanta avevano miti spesso irraggiungibili, ma si trattava comunque di aspirazioni "alte": sognavano di fare l’esploratore, il pilota, il direttore d’orchestra, l’astronauta, persino il pirata. Per lo più si trattava di aspirazioni a ruoli di comando. Oggi un preoccupante numero sogna di fare la velina, il tronista, la modella o il modello… tutte aspirazioni a ruoli gregari, ma che consentono visibilità a poco prezzo. È quindi lecito domandarsi quali modelli e quale narrazione del Paese siano stati loro proposti, quali ideali siano stati loro suggeriti. Da Avvenire.

 

IN BASSO A SINISTRA

‎"Esistono ancora oggi differenze nette tra destra e sinistra, differenze diverse da quelle classiste di una società che non c´è più, ma differenze giustificate da nuove stratificazioni sociali tra vertice e base della società. Una destra che chiede libertà senza eguaglianza ed una sinistra che chiede libertà con eguaglianza".

Nicola Cacace, da "L'Unità", se vuoi leggere l'articolo vai su www.sindacalmente.org

 

 

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