Vent’anni dopo. Un altro mondo resta possibile. Quale lezione dal G8 di Genova – Mauro Magatti su L’Avvenire. Le istanze critiche verso il nuovo ordine mondiale e per una società più equa, giusta e sostenibile persero lo slancio, ma oggi sono di grande attualità. Come aggiornare quel messaggio. Il G8 di Genova 2001 è entrato nella memoria collettiva per gli scontri durante le manifestazioni dei gruppi antiglobalizzazione scesi in piazza con lo slogan ‘un altro mondo è possibile’. Scontri nei quali la frangia violenta dei black bloc devastò la città, in cui rimase ucciso Carlo Giuliani e che terminarono con l’incubo dell’irruzione violenta della polizia nella caserma Diaz. Una pagina nera nella storia della Repubblica. Mario Placanica, il carabiniere che uccise Carlo Giuliani, in un’intervista a ‘InOnda’ su La7 ha detto: «Io sono il simbolo di quello che non deve accadere mai». A vent’anni di distanza, placata l’emotività di quei momenti, in un mondo completamente diverso, è l’ora di riflettere sul significato di quelle giornate. Per continuare questo link https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/un-altro-mondo-resta-possibile-quale-lezione-dal-g8-di-genova

“Il G8 di Genova, La Ricerca della Verità” una puntata per La Grande Storia, su Rai3 trasmessa giovedì 22 luglio in seconda serata, a tarda ora!, è certamente una delle più complete ricostruzioni storiche degli eventi e dei processi che sono seguiti.  A questo link https://www.raiplay.it/video/2021/07/La-Grande-Storia-Anniversari—Il-G8-di-Genova-la-ricerca-della-verita-044fb04a-2a2b-4d8b-9e14-c21cbe304bba.html – Un documentario, con materiale d’archivio e interviste ai protagonisti, per ripercorrere il summit degli otto Grandi, il Genoa Social Forum, i cortei pacifici, gli assalti dei black bloc, le cariche della Polizia e la morte del giovane Carlo Giuliani nell’assalto a un blindato dei Carabinieri, in un crescendo di violenza che raggiungerà il suo apice nella terribile notte dei pestaggi alla scuola Diaz e delle torture nella caserma di Bolzaneto. Giovedì 22 luglio, alle 00.40 su Rai3, La Grande Storia ‘Anniversari’ propone “Il G8 di Genova – La Ricerca della Verità” di Elio Mazzacane, con la consulenza storica di Donatella Della Porta. Una produzione inedita che ricostruisce, a 20 anni di distanza dai drammatici avvenimenti del G8 di Genova, il complesso, difficile e a volte tortuoso percorso che porterà la magistratura italiana, dopo anni di processi, a determinare le responsabilità delle forze dell’ordine per le irruzioni e i pestaggi alla scuola “Armando Diaz” e per le violenze inflitte ai manifestanti nella caserma di Bolzaneto. Quei fatti hanno visto un pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell’uomo, la quale ha condannato l’Italia per avere violato l’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani relativo al “divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti”.  L’iter giudiziario che ha portato alla ricostruzione dei fatti e alla condanna dei vertici della Polizia italiana è raccontato da Enrico Zucca, PM del Processo Diaz, da Lorenzo Guadagnucci, giornalista vittima dei pestaggi, e da Marco Poggi, infermiere di servizio alla caserma di Bolzaneto. 

Carlo Lucarelli in “Il sangue del G8 e la strategia della tensione” su La Stampa. Provate ad immaginare un movimento di trecento, trecentocinquantamila persone, nella stragrande maggioranza giovanissimi. Accomunati da un impegno, attivo e concreto, molto appassionato, su tematiche altrettanto attive, concrete e appassionanti, e non tanto da una posizione ideologica preconcetta, quando proprio dalla concreta – appunto – urgenza, di certi argomenti. Difesa dell’ambiente, nuovi modelli di produzione ecosostenibile, politiche energetiche diverse, concezioni alternative del lavoro, diritti umani e civili, la pace, le migrazioni con tutte le opportunità e i problemi che si stavano ancora profilando all’orizzonte. Greta Thunberg, la Green Economy e Aboubakar Soumahoro, per dirla un tanto al chilo, ma vent’anni prima. Trecento, trecentocinquantamila persone, per lo più giovani, in gran parte delusi dai partiti. Non dalla politica, anzi, disposti proprio a metterla in pratica e in campo, quella politica, che, per dirla assieme a Giorgio Gaber quando parlava di libertà ma è lo stesso, non è star sopra un albero, come stavano facendo alcuni partiti, e neppure il volo di un moscone, come sembrava la intendessero altri, ma partecipazione. (…) v. allegato

Altri articoli correlati: uno con questo link https://www.laportadivetro.org/genova-g8-ventanni-dopo-ora-dovrebbe-essere-chiaro-che-fu-unoccasione-perduta/, l’altro in allegato la testimonianza adi Marco Bentivogli

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