Presepe sì, presepe no, a scuola. I pochissimi casi di non “fare il presepio a scuola” hanno trasformato il problema a “caso nazionale” con tanto di partiti schierati. Alleghiamo tre articoli che hanno in comune il considerare ”il presepe parte dell’identità italiana” senza per questo doverlo contrapporre ad altri “distanti” da questa tradizione. Alex Corlazzoli sul Blog su Il Fatto Quotidiano ha raccolto 1.000 commenti (allegato). Quei pastori, quel Cristo che si fa bambino, quella giovane madre che partorisce, quel bue e quell’asino hanno un significato. Lo possono avere anche per un ateo. Il perpetuarsi di un rito svuota il significato profondo di un evento che può coinvolgere anche i nostri fratelli musulmani o induisti.

Corrado Augias, in Lettere su La Repubblica, risponde a due lettori che lo interrogano su un altro simbolo del cattolicesimo esposto nelle aule scolastiche:il crocefisso. Un conto è il presepio che si rifà ad una tradizione popolare vecchia di secoli e trasforma la nascita di Gesù in una specie di aggraziata favola per bambini, uno molto diverso è invece la presenza del crocifisso che venne decretata quando, con il Concordato del 1929, l’allora Regno d’Italia s’impegnò a riconoscere che «la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato. (allegato).

Luigi Vicinanza su L’Espresso in “Il presepe è anche simbolo di laicità” (allegato) conclude il suo editoriale così: Anche la chiesa di Francesco sembra prefigurare qualcosa di diverso, schierata contro lussi e privilegi del clero, capace di parlare a chi ha il dono della fede e a chi esercita il laico dubbio. Ai cristiani e a chiunque abbia un altro credo. Ai pellegrini di verità e ai mendicanti di speranza. Le statuine del presepe ci ricordano tutto ciò. Un viaggio antico, mai giunto al termine.

Allegato:
il_presepe_e_anche_simbolo_di_laicita_vicinanza.pdf
lopportunita_del_crocefisso_augias.doc
presepe_in_aula_a_che_serve_corlazzoli_fq.doc

1 commento
  1. Ferrarotti Agostino
    Ferrarotti Agostino dice:

    Ogni anno immancabilmente si torna a parlare nelle televisioni e nei giornali di crocifissi, presepi, laicità dello Stato, ecc.. Ed allora fiumi di parole, trasmissioni con presunti esperti ovvero con perfetti ignoranti che i programmi televisivi hanno fatto diventare “professori”, politici, amministratori e ministri, ecc.. e chi ne ha di più ne metta.
    Dimenticandosi che Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare tutti: religiosi, credenti e laici e per aiutare il nostro prossimo che è il povero della porta accanto, lo straniero, il rifugiato che probabilmente, senza la guerra, sarebbe rimasto volentieri nel suo paese.
    Diceva mio padre che era una persona abituata, con orgoglio, a lavorare la terra, che amava le cose umili e odiava le eterne discussioni : “bisogna avere semplicità nelle idee perchè altrimenti si perde il filo conduttore”.
    Quindi se l’Italia è una Nazione di tradizione e religione cattolica millenaria nelle scuole ci deve essere il crocifisso, il presepe e si deve insegnare la religione cattolica, in alternativa il popolo italiano, che è sovrano, deve esprimersi per cambiare questo stato di cose. Non sono ammesse soluzioni di ripiego, iniziative personali o pasticci all’italiana.
    Nello stesso tempo deve esser rispettata la libertà di religione sancita dalla Costituzione e la possibilità di non avvalersi dell’ora di religione nelle scuole.
    La storia di Gesù,quindi il presepe e il crocifisso,dovrebbero essere spiegati attraverso il loro vero valore fatto di sofferenza, ma anche di amore verso l’umanità e non lasciati a impolverarsi attaccati ad un muro.
    Nello stesso momento la scuola dovrebbe essere il primo esempio d’insegnamento, per portare rispetto verso il diverso, sia extracomunitario che professante un’altra religione.
    Il primo scalino, dopo la famiglia, per formare dei veri componenti di una società civile. Agostino Ferrarotti

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *