Eliminare regole inutili, moduli ridondanti, procedure complesse che costano soldi alle imprese italiane, allungano i tempi di realizzazione dei progetti e minano la crescita della produttività e della competitività.

Le Confederazioni Sindacali hanno elencato “bisogni e necessità”, anche per la semplificazione, ma non hanno presentato al Governo proposte dettagliate e di facile attuazione per semplificare il groviglio della macchina pubblica. Eppure potrebbero farlo. Hanno forse perso la conoscenza dell’organizzazione del lavoro e della insufficiente formazione che esiste nella Pubblica Amministrazione? Le tante norme che frammentano e “ingessano” le mansioni e ostacolano la mobilità tra i tanti servizi?

Quanto è successo a Torino ( come pure in molte altre città) per l’anagrafe e le carte d’identità, problema non risolto da mesi (progetto presentato al tempo dell’Assessoressa Fabiana Dadone, ora ministra del PA ) deve mettere all’erta, comunque consente di comprendere come procedere diversamente da quanto fatto a Torino e cosa non fare per realizzare nei fatti la semplificazione.

Carlo Cottarelli e la Fondazione Think Tank Nord Est hanno messo a punto, insieme a imprese e associazioni di categoria, un documento per fornire suggerimenti in vista del decreto semplificazioni a cui il governo sta lavorando. Norme di buon senso, per rendere la vita più facile ai cittadini e alle imprese. Sono 20 proposte di carattere generale e 91 proposte specifiche che sono state al Governo. Verranno accolte? Emblematica quella del cambio di residenza o del rinnovo della Carta d’Identità (dati necessari per Banche e Poste, anche per accedere con l’identificativo al servizio telematico). Annota Cottarelli: potrebbe essere il Comune a co¬municare la variazione alle altre amministrazioni dello Stato (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail ecc.). Sarebbe più semplice, no? Roberto Petrini, su La Repubblica, sintetizza con cinque titoli e capitoli quel documento:

  • Tasse cervellotiche 19 – Tasse inutili – Dai diritti da versare all’Ente risi alla tassa sui funghi. Queste tasse danno un gettito di circa 685 milioni. E potrebbero essere eliminate…
  • La fatica burocratica in azienda. Si dice: dare accesso agli organi ispettivi al Cassetto digitale dell’imprenditore. Semplice, sì. Perché esiste il Cassetto digitale, è tenuto dalle Camere di commercio, è facilmente accessibile su Internet, contiene l’identikit dell’azienda a partire dal bilancio…
  • Edilizia: i 66 documenti cartacei in cantiere. Se un’impresa apre un cantiere, regolarmente autorizzata, in caso di ispezione deve conservare ed essere in grado di mostrare ben 66 documenti, più o meno importanti. Il problema è che la normativa non è chiara e in caso di ispezione vengono richiesti in forma cartacea. La proposta n.6 dispone che sia mantenuta solo in un cloud e che l’ispettore la consulti con il tablet….
  • L’appalto kafkiano – II numero di documenti per poter partecipare a bandi gare e appalti è «elevatissimo», dice Cottarelli. e richiede rinvio sia telematico sia cartaceo degli stessi documenti a più soggetti della pubblica ammi-nistrazione. Già qui c’è molto del¬la spiegazione del sistema-Italia….
  • E le telefonate dell’Istat? La statistica è sacra, ma spesso le piccole imprese non hanno il tem¬po di stare ore al telefono con l’in¬tervistatore di turno. Conclusio¬ne: se c’è il cartaceo, va abolito l’obbligo di rispondere verbalmen¬te. (…) per saperne di più aprire l’allegato

Roberto Giovannini in “Meno vincoli e lungaggini, la scommessa è sul digitale”, su La Stampa, anticipa e descrive i capitoli del prossimo decreto semplificazioni che sarà presentato in settimana al Consiglio dei ministri. Così pure anticipa, su Il Sole, Giorgio Santili in “Tempi certi per le autorizzazioni ambientali”. (v.allegati)

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