RITORNA lL RELIGIOSO NEI CONFLITTI ? – Pl.Paolillo – recensione –

Guerre di Religioni? Scontri di Civiltà? “Per un’analisi profana dei conflitti”: il processo politico-culturale di occultamento delle cause reali delle guerre degli ultimi vent’anni . Vi proponiamo qui di seguito  un’articolo di Georges Corm[1] che illustra tesi e fatti che egli ha ampiamente documentato nel suo ultimo libro intitolato “Per un’analisi Profana dei conflitti: il “ritorno del religioso” nei conflitti contemporanei del Medio Oriente”[2]

Benché pubblicato in febbraio 2013 nell’ambito di un dossier consacrato al conflitto in Mali[3], l’articolo conserva tutta la sua attualità rispetto alle guerre attualmente in corso in Medio Oriente che la vulgata predominante definisce per l’ennesima volta come “guerra di religione”.

L’autore vi espone una approfondita analisi del contesto storico che, a partire dalla metà degli anni ’70, ha visto fiorire -per poi prevalere dopo l’implosione dei Paesi dell’Est nell’89- una nuova lettura egemonica dello scontro politico mondiale non più basata sulla politica (economia, sociale, geostrategia) ma su un presupposto “scontro di Civiltà”[4] rigidamente imperniato sulla Religione[5].

Ne consegue una visione di regime semplificatrice (veicolata dal grosso dei politici, mass media e accademici) che oppone al mondo complesso dell’era della globalizzazione, un universo favolistico manicheo composto da “buoni” (guarda un po’,sempre gli stessi) e “cattivi” (anche qui, magicamente, sempre gli stessi).

Una semplificazione fondamentale utilizzata in Occidente per nascondere le vere motivazioni economiche e politiche e per ottenere il consenso alle guerre d’aggressione contro il “terrorismo”, gli “stati canaglia”, gli “stati dell’asse del male”[6], con il loro corredo di vittime “collaterali”, di violazione sistematica dei diritti degli altri popoli, i diritti umani fondamentali e le più elementari regole del diritto internazionale. 

Gli stessi argomenti poi usati anche da coloro, da Al Qaeda all’ISIS, che ricorrendo ad una visione fanatica della Religione si sono poi rivoltati contro la mano -americana e dei suoi satelliti[7]– che li ha nutriti e armati pensando di poterli sfruttare senza rischi contro il nemico “infedele” di turno.

Allegato – Per un'analisi profana dei conflitti di Georges Corm



[1] Ex ministro libanese, storico ed economista impregnato di cultura francese, autore di numerosi libri e studi sul mondo arabo e il rapporto Oriente-Occidente.

[2] “Pour une lecture profane des conflits. Sur le ‘retour du religieux’ dans les conflits contemporains du Moyen-Orient” Georges Corm, Editions La Découverte, Parigi, 2012.

[3] Le Monde Diplomatique, edizione in italiano, febbraio 2013, pag. 3.

[4] L’espressione  “scontro di civiltà” è attribuita al politologo americano Samuel Huntington.

[5] Scrive Corm: “Perché ci sia un supposto ritorno del religioso, ci vorrebbe un rinnovo profondo della teologia.  Al contrario, lungi dall’assistere a questa rinascita,  assistiamo dappertutto un’involuzione dell’interpretazione dei testi religiosi. La lettura letterale di questi testi, il rifiuto dell’interpretazione simbolica, della storicità dei fenomeni religiosi stessi, sono altrettanti segni di una regressione della fede nel senso nobile del termine, a beneficio di un irrigidimento che traduce una crisi grave delle religioni e non la loro  rinascita o il loro ‘ritorno’ ” (pag. 50 del libro citato).

[6] Fioriti provvidenzialmente al venir meno del nemico della Guerra Fredda , “l’Impero del male” svanito con la caduta del Muro di Berlino.

[7] Arabia Saudita e Pakistan nel caso di Al Qaeda; direttamente gli USA con l’attiva complicità della Turchia nel caso dell’ISIS da sfruttare contro il regime siriano.

 

Allegato:
articolo_per_una_visione_laica_dei_conflitti_g._corm.pdf

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