Il sindacato esce fortemente ridimensionato dopo l’approvazione dei primi decreti delegati per il Job Act, per intenderci quelli che restringono l’area dei licenziamenti ingiustificati con possibilità di reintegro e nel contempo consentono anche ai licenziamenti collettivi eseguiti in violazione delle procedure l’indennizzo solo  economico. Decreti che avviano con troppa prudenza e gradualità la riduzione dell’area del precariato (vedi schede e articoli allegati).

Il ridimensionamento del sindacato è opera del “cesarismo” di Matteo Renzi?

Oppure il decisionismo del premier, che non ascolta neppure la Commissione del Lavoro del Parlamento, è conseguenza della mancata incisività dei sindacati? Sindacati  che risultano poco influenti: sia quando imboccano la strada radicale o antagonista, sia quando percorrono quella moderata e collaborativa.

Di fatto hanno smarrito la strada del negoziato e della contrattazione possibile, quella consentita dal quadro economico sociale attuale. Probabilmente perché errate sono le strategie in quanto sostanzialmente “corporative” e datate le analisi.

Proviamo a suggerire alcuni Se che avrebbero potuto cambiare l’esito dell'impalpabile confronto tra Governo e Sindacati, e cosa più importante potrebbero ben servire per ritornare in corsa, a contare.

Se…. Ricordassimo che il fulcro, l’anima dello Statuto è l’articolo 19 (seppure depotenziato da un'improvvida iniziativa referendaria, complice la sinistra radicale, nel 1994) : sono le norme che danno ai lavoratori il potere d’iniziativa per costruire il sindacato in azienda, senza il quale qualsiasi strategia di tutela dei lavoratori sarebbe ben poca cosa. Senza sindacato in azienda è scarsamente utilizzabile il ricorso in Magistratura dove sono determinanti i testimoni. L’art. 28 è anchesso  prioritario, ancor più dello stesso art.18, in quanto tutela l'azione dei lavoratori per costrursi un sindacato autonomo e libero. Ricordando queste cose si eviterebbe di descrivere scenari surreali di ritorno all’800, approfondendo invece le cause che hanno determinato i gravi arretramenti di oggi sul versante delle tutele contrattuali e legislative

Se…. Ricordassimo che la difesa e il rilancio dell’apprendistato, agganciato al periodo del ciclo scolastico superiore, è stata poco più d' una “bandierina” per i sindacati ….. e non già una scelta startegia per costruire occupazione qualificata, nuova occupazione…

Se…. Rammentassimo che la mobilità degli organici e dei dirigenti nella Pubblica Amministrazione – necessaria per l’efficienza dei servizi ai cittadini, meno per la conservazione organizzativa e delle tessere sindacali  – è stata fin qui oggetto di seminari e documenti e poco più…..

Allora si potrebbe meglio capire perché il “cesarismo” renziano si è imposto come conseguenza di inadeguate e vecchie strategie sindacali sulle quali si sono costruite resistenze rigide (Cgil) o flessibili (Cisl), tra l'altro anche prive dell’indispensabile minimo comun denominatore dell’unità sindacale, almeno quella d’azione. Resistenze entrambe perdenti!

L'intervista di Maurizio Landini (Fiom-Cgil) su il FQ e il comunicato di Marco Bentivogli (Fim-Cisl) segnalano questa divergenza. Senza unità delle pricipali categorie sindacali non si pesa e non si conta ne in azienda e tanto meno ( le Confederazioni) verso il governo.

Per ricostruire unità è necessario indirizzare più energie e più risorse sindacali per conoscere le nuove tecnologie per intuirne le conseguenze sul capitale umano e sulla forza lavoro,  per conscere qualcosa in più sulle dinamiche dei mercati sovranazionali (non solo per i prodotti).

Abbiamo selezionato OTTO articoli, molto diversi, sperando che siano utili per una riflessione.

 

 

Allegato:
cambia_unepoca_sfidare_renzi_landini_22-2-15.doc
bentivogli_fim_cisl.doc
tutele_cosi_cambiano_la_stampa.pdf
tuteliamo_i_lavoratori_non_il_posto_taddei.pdf
job_act_loccasione_perduta_libero.pdf
licenziamenti_collettivi_grave_errore_gg_cdl_13-2-41.pdf
la_rivoluzione_figlia_della_crisi_riva_repubblica.pdf
renzi_la_grande_truffa_sul_precariato_fq.pdf

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