È morta nel giorno della festa della sua città, martedì il 24 giugno, Bianca Guidetti Serra, partigiana, battagliero avvocato, consigliera comunale e deputata, una figura di spicco per l’unità dei lavoratori, per l’unità delle sinistre, per le battaglie per l’eguaglianza dei sessi. Nata il 19 agosto del 1919, avrebbe compiuto 95 anni. Si è spenta nella sua casa, che è stato anche il suo studio. Allieva del liceo classico D’Azeglio, laureata in Lettere, «Bianca La rossa» è stata fra l’altro componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia e sulle altre associazioni criminali. Nel 95, a Torino, fu capolista nelle fila di Democrazia Proletaria per le elezioni al Consiglio Comunale: si è occupata in particolare di carcere, alla ricerca di possibili forme alternative di pena. Fu iscritta al Pci fino al 1956. 

Mario Dellacqua la ricorda così. Nella rivista quindicinale piemontese "Promopiano" del 9 giugno 1987, Bianca Guidetti Serra motivava la sua candidatura al Parlamento come indipendente nelle liste di Democrazia Proletaria. Già in Consiglio comunale a Torino dal 1985, Guidetti Serra lanciava un messaggio di fiducia nella partecipazione "piuttosto che propagandare soluzioni facili di problemi difficili". Era un messaggio di stimolante attualità proveniente da un'intellettuale militante della borghesia torinese più libera e progressista, convinta che puntare all'eccellenza negli studi e nella professionalità non comportasse necessariamente il dovere di obbedire e di accettare una società fondata sulla gerarchia e sul privilegio. Anzi. 

Aveva cominciato salendo le montagne con Primo Levi e continuò nella Resistenza come staffetta partigiana che aveva, tra gli altri incarichi, la missione di portare libri ai minatori della miniera Gianna e Paola della Talco Grafite in val Germanasca, come racconta Ada Gobetti nel suo "Diario partigiano". 

Gli anni della sua maturità li dedicò come avvocato insigne a difendere quelli che, nell'Italia dominata dalla strategia della tensione, non sarebbero stati difesi da nessuno: operai licenziati, giovani della contestazione studentesca, sindacalisti e delegati esposti nelle fasi più aspre del conflitto sociale. In questa opera fu guida per una generazione di giuristi all'avanguardia nella riforma dei diritti del lavoro e nella lotta per una modernizzazione democratica della giustizia italiana.  Mario Dellacqua

Allegati

  • L’articolo di Bianca Guidetti Serra del 1987 che motiva la sua scelta di candidata indipendente nelle liste di Democrazia Proletaria
  • La copertina del quindicinale “Primo piano”

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