I dati Inps (erogazioni) sono lontani da quelli dell’Istat sulla povertà

Federica Paudice sul sito dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani (CPI) commenta i dati dell’Inps sul Reddito di Cittadinanza (RdC ) e sulla Pensione di Cittadinanza (PdC) a più di un anno dall’introduzione della Legge, i dati Inps confermano che la misura: ha privilegiato il Mezzogiorno, anche tenuto conto della maggiore diffusione della povertà in questa area del paese; risulta relativamente più generosa per i nuclei familiari poco numerosi; è stata poco inclusiva per i cittadini stranieri.

Da aprile 2019 a maggio 2020 i nuclei familiari beneficiari del reddito e della pensione di cittadinanza (Rdc/PdC) sono stati circa 1,17 milioni. Il beneficio ha raggiunto 2,8 milioni di individui, un numero relativamente piccolo se si considera che, secondo l’Istat, nel 2019 erano 4,6 milioni le persone in condizione di povertà assoluta (persone povere).

Come sottolinea l’Istat, la platea dei beneficiari del RdC/PdC e quella delle persone povere sono solo parzialmente sovrapponibili. Ciò è dovuto ai criteri applicati per l’accesso al RdC/PdC; in particolare: gli indicatori di benessere presi in considerazione; i requisiti per i cittadini stranieri; (iii) il livello soglia preso in considerazione e la relativa scala di equivalenza.

Inoltre, bisogna considerare che le stime Istat si basano sui dati dell’indagine sulle spese per consumi delle famiglie. Essendo queste ultime delle dichiarazioni, è possibile che, ad esempio, un lavoratore in nero sia propenso a dichiararsi povero in sede di indagine Istat, ma che non si assuma poi il rischio di incorrere in sanzioni presentando la domanda per il RdC. (…) per più dati aprire l’allegato con tabelle.

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