Luigi Sartirano storico delegato alla FIAT  Rivalta ci ha inviato un primo articolo che abbiamo inserito con il titolo "Un compagno non ottimista". Sartirano ha fatto seguire un secondo articolo per approfondire il suo punto di vista sottolineando che le sue valutazioni sono conseguenti non già al pessismismo bensì ad una buona dose di realismo che farebbe difetto a molti sindacalisti; una puntualizzazione certamente sollecitata dal nostro titolo.

Alleghiamo il secondo intervento modificando in parte il precedente titolo a cui avevamo fatto seguire la seguente breve introduzione " Luigi non pare ottimista,anzi e invita a rinnovare le strategie sindacali e chiede di "uscire dall'orticello" e di convicersi che nulla servirà ad invertire la rotta. Scusandoci per il ritardo di pubblicazione c'è un solo punto su cui dissentiamo totalmente. Non facciamo sindacalmente per  "sentirci ancora vivi", ma per offrire uno spazio di discussione libero. Luigi ne ha opportunamente fatto uso e lo ringraziamo". A proposito del  secondo intervento di Sartirano (allegato) non abbiamo compreso l'inciso "sarò odioso ai vostri occhi…" da collegare ad una presumibile nostra considerazione per quanto precisato. Non è nella nostra cultura, può essere invece una sorta di pregiudizio verso di noi. E' una precisazione dovuta.

Tutte le iniziative, come per esempio la mobilitazione del 25 pero le pensioni, scioperi, proteste e quant'altro sono,  a mio parere inutili e finiscono per sfociare nella demagogia ( vedi Grecia e spagna che ci sono già passati). Non sono altro che un' "accanimento terapeutico" per tenere in vita un fantasma ormai decomposto. Come non si fa a non capire che il passato è definitivamente finito e sepolto e non tornerà mai più. Voi fate bene e siete in buona fede e questo vi fa "sentire ancora vivi" ma è mera illusione, le cose ormai non cambieranno più, anzi peggioreranno in modo repentino e nulla, ripeto nulla servirà a invertire la rotta, fatevene una ragione. Che fare dunque, chiederete voi, bisogna lasciare passare tutto? No! Ma bisogna prendere atto della situazione elaborare nuove strategie innovative, iniziative costruttive, nuove alleanze, nuovi sistemi di lotta, lottare per cambiare il modello di sviluppo, smetterla con le proteste sterili, se non si fa questo il destino del pianeta è segnato a destinato alla catastrofe. Altro che chiudersi a difesa del proprio orticello. Ci sono quasi 3 miliardi d'individui , cinesi, indiani africani) che la pensione se la sognano. Amici e compagni. per dirla come nel romanzo epico " Il trono di spade" coraggio che l'inverno sta arrivando e durerà molti anni, saluti.

Luigi Sartirano

In allegato – il secondo articolo di Luigi Sartirano

 

 

Allegato:
non_sono_pessimista_ma_realista_sartirano.doc

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