PRIMO MAGGIO A TORINO – …senza le bici? – …con parole giuste ma prive dell’anima –

PRIMO MAGGIO – In passato, i sindacati hanno più volte  discusso su come cambiare la celebrazione del Primo Maggio, per conferire attualità a quello storico giorno. Per un motivo o un altro le ultime edizioni a Torino non sono ben riuscite, anzi alcuni critici hanno valutato quella piazza persino deprimente, ma dopo non si è discusso più di tanto. Perché le parole – anche se ben poste –  non rimbalzano nella piazza, risvegliandfo i sentimenti e chiamando in causa la ragione? Le parole  scorrono a fiume, in fretta, quasi per affrettare la conclusione evotando l'arrivo dell'ultimo spezzone dove si concentrano i contestatori. Perché il giorno dopo,  “quelle parole ben poste”  non hanno un seguito, la forza di “far mutar”  qualche aspetto della vita e dell’agire sindacale? Parole senza anima?

Abbiamo immaginato un Primo Maggio torinese aperto da ciclisti, dai rider di Foodora privi di elementari diritti del lavoro subordinato. Li abbiamo pensati in prima fila e sul palco per ravvivare la memoria storica che il Primo Maggio, per ricordare  – con i tanti episodi e le tante lotte sindacali –  che la giustizia e l’uguaglianza stanno prima della norma legislativa, ma si saldano con la legalità dei principi della Costituzione, che sta in cima a tutte le leggi.

E con i rider di Foodora abbiamo immaginato in apertura del corteo i lavoratori immigrati irregolari (spesso perchè è scaduto il permesso di soggiorno in seguito alla perdita del lavoro) che oggi hanno un lavoro seppure irregolare.  Abbiamo pensato al sindacato che dal palco avanzava precise richieste di regolarizzazione per gli uni e gli altri .

Abbiamo pensato ad un Primo Maggio che mettendo al centro delle sue manifestazioni il problema della sicurezza sul lavoro, realizzasse nei giorni precedenti alla manifestazione, tanti incontri con le migliaia di Rsl (Rappresentanti Sicurezza Lavoro), eletti o designati in forza di una norma di legge, in tutte le aziende. Per fare conoscere il lavoro fin qui svolto dal sindacato, quante denunce avanzate in tali sedi e altro ancora.

Lo abbiamo pensato e lo pensiamo tutt'ora. Non avviene in questo Primo Maggio? La  nostra speranza non demorde, come l'impegno che possiamo dare per contribuire ad  un radicale cambiamento di questo sindacato alquanto burocratizzato che vive su se stesso.

E per i giovani? Da anni il problema è stato risolto dalle Confederazioni – unitariamente –  organizzando il Concertone a Roma, di indiscusso successo musicale…ma i giovani restano ancora lontani dal sindacato e ancora peggio da un posto di lavoro.

In allegato documentazione sul Primo Maggio a Torino e delle Confederazioni unitarie a Prato

Allegato:
il_primo_maggio_a_torino.doc
primo_maggio_cgil-cisl_uil_prato_2018.doc

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