“Caccia a 300 mila persone in cinque anni. Ma periti e laureati non ci sono”. Così titola l’articolo del La Stampa (allegato) che prosegue “Le imprese in cinque settori ne hanno bisogno, ma non li troveranno nei prossimi cinque anni. Ad accendere il faro sono Unioncamere e Confindustria. «Siamo di fronte a una grave emergenza formativa – spiega Giovanni Brugnoli, vicepresidente Confindustria per il Capitale umano – E’ un messaggio che inviamo a tutti, politici, insegnanti, genitori e ragazzi: il nostro studio parla chiaro. C’è ancora tanta manifattura in Italia, che cerca profili professionali e non li trova». (…) per proseguire aprire l’allegato.

Periodicamente compaiono studi e articoli che “accendono il faro”. Appelli “Urbi et orbi” – alla città e al mondo – compaiono periodicamente ma si rimane sempre al punto di partenza. il problema del mismatching (termine caro ai convegni) ovvero le cause del mancato incontro tra chi cerca lavoro e chi cerca persone, della formazione  necessaria per favorire questo incontro deve essere posto al centro – cosa che non avviene – delle molteplici sedi di relazioni sindacali e industriali che nel nostro paese da tempo esistono in forza di norme contrattuali, protocolli nazionali, strutture per le politiche attive del lavoro. Perché “appelli” e non “confronti e proposte di merito approfonditi”? E nell'affrontare il merito per fare incontrare domanda-offerta  è importante non scordarsi il punto dei bassi salari con cui ingegneri e periti sono retribuiti al loro primo lavoro!

Allegato:
caccia_a_300_mila_persone_periti_e_laureati_stampa.doc

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