Erri De Luca: Dalla Val Susa alla Grecia, perché resistere? Intervista a 360 gradi  di Giacomo Russo Spena sul sito di MicroMega.  Dal governo Renzi al suo processo per istigazione a delinquere, dallo scontro tra Istituzioni e Syriza all’ondata di razzismo nel Paese. Una conversazione con lo scrittore – il 20 settembre sarà nuovamente in Aula per difendersi – che non intravede alternative ad euro ed Europa: “Non esiste piano B”. Tsipras? “Ora è il garante dell'accordo, più che l'esponente di una nuova Europa. L'economia ha assunto il rango di una religione, mettendo la politica al suo servizio”.

Per quanto riguarda la parola contraria e l’accusa di istigazione a delinquere afferma. A fianco dell'articolo 21 della Costituzione, garante della più generosa libertà di espressione, sussiste un articolo del codice penale fascista del 1930 che prevede il reato di istigazione. In questa configurazione di reato, l'accusa non deve nemmeno dimostrare chi sia stato istigato e a commettere cosa. Le basta affermare che in situazione di conflitto sociale la parola è intervenuta a costituire pericolo. Il reato non si basa sul fatto compiuto e dimostrato, ma sulla ipotesi di pericolo. È perciò perfettamente autoritario, repressivo e lesivo della libertà di espressione. È la prima volta che viene applicato a uno scrittore per le sue convinzioni pubbliche. Sarei presente in quell'aula anche se non fossi imputato io ma un'altra persona, perché da cittadino mi riguarda sapere se l'articolo 21 della Costituzione sia ancora prevalente sul codice fascista oppure no. 

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Allegato:
perche_resistere_intervista_a_erri_de_luca.doc

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