Tirano dritto, come panzer,  le istituzioni, dalla Presidenza della Repubblica al Comune di Torino, nello scafandro delle loro certezze che nelle decisioni fin qui assunte non esistano dubbi su furbizie ed aggiramenti di norme europee. Anche questo è un aspetto non secondario della legalità!. Se può avere senso procedere come panzer quando si tratta di scongiurare atti eversivi e violenza non così può essere quando si rivendicano alcune verifiche fondamentali sulla valutazione costi/benefici dell’opera in progetto in Valle Susa confrontandolo con altre ipotesi compresa l’opzione zero ( la linea storica modernizzata allo stato attuale). In questi giorni troppi “panzer” sono in azione con la bandierina “No ai No Tav” anche per quella parte in cui le loro  richieste ed interrogativi inevasi sono ragionevoli e condivisibili. Auspichiamo che la “la panzer divisone”  che si è messo in moto in queste ore sappia dare risposte a quanto espone il Prof. Angelo Tartaglia, docente del Politecnico di Torino ed esperto all’interno dell’Osservatorio Torino-Lione fino al 2009.

Sono punti fondamentali, quelli risollevati da Tartaglia,  che costituiscono un reale anello mancante nel processo decisionale fin qui realizzato che in taluni momenti, a livello istituzionale per reticenze e volute omissioni, assumono la caratteristica della dittatura della maggioranza di cui ci ha edotti Alex de Toqueville, padre e teorico della democrazia liberale. Individuare la modalità con cui si vuole dare queste risposte è fondamentale anche per dare un senso alle 70 e più riunioni realizzate dall’Osservatorio, in 70 settimane consecutive di attività, ascoltando circa 60 esperti nazionali ed europei. Le domande e gli interrogativi di Angelo tartaglia erano già state poste e ipotizzate in quella sede. Poi si è preso tempo…e si è “taroccata” una soluzione finale, l’ipotesi low cost che grida vendetta rispetto tutto quanto è stato elaborato come dati reali nella stessa sede dell’Osservatorio: il collo di bottiglia prioritario da risolvere è quello del nodo ferroviario di Torino ( siamo neppure alla presentazione del primo studio di fattibilità ma di semplici ipotesi), il tunnel del Frejus ( ammodernato non poco!) è quello su cui bisogna preoccuparsi per ultimo qualora i flussi merci assumessero dimensioni 10 volte quelle attuali. Cosa davvero improbabile in un’epoca ove le merci “si smaterializzano” e “pesano” sempre meno.

Nei prossimi aggiornamenti documenteremo ancora su questa parte nevralgica sulla quale “con diapositive su dati reali e scenari virtuali” il Presidente dell’Osservatorio, con tre ore di discussione, è riuscito a far dire, probabilmente, al premier Mario Monti che quanto fatto dall’Osservatorio in termine di ascolto e di proposta è stato davvero “impressionante”! Chissà se Mario Monti avrà tempo e curiosità per interrogarsi se Angelo Tartagli è un esperto ancora più bravo di Mario Virano oppure un “monello” che vuole bucare i “sogni della modernità e del progresso virtuale”.

Alleghiamo per questo aggiornamento la sola lettera di Angelo Tartaglia

 

Allegato:
al_presidente_mario_monti__angelo_tartaglia.doc

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