Nel Rapporto 2020 della Caritas, dedicato alla povertà e alla esclusione sociale, intitolato “Gli anticorpi della solidarietà”, si indica un incremento del 12,7% del numero di persone seguite dai centri della rete Caritas: i nuovi poveri sono più italiani che stranieri, più under 35 che over 50 anni, con un aumento degli inattivi, giovani senza lavoro precipitati fuori dalla famiglia contenitore. La Caritas conta anzitutto sui circa 62mila volontari, a partire dai giovani impegnati nel Servizio civile universale (per il quale nel 2021 sono riservati poco più di 44.000 contratti, troppo pochi da anni!!!).

Nuovi e vecchi poveri ad un centro di assistenza (foto Ansa)

In allegato trovate due files: il primo con l’home page della Caritas Italiana nel quale ci sono i link per leggere e scaricare la sintesi e il testo completo del Rapporto sulla povertà 2020; nel secondo un commento di Paolo Lambruschini pubblicato su L’Avvenire, con la foto qui a fianco.

Il sociologo Aldo Bonomi in “Un nuovo welfare per rinascere europei e solidali”, su Il Sole, (qui allegato) commentando il Rapporto Caritas sottolinea l’accentuarsi della tendenza del “scivolamento sociale dei tanti del mondo dei non garantiti verso i penultimi…una moltitudine sofferente dove il cieco si accompagna allo storpio, cosi come oggi avviene nella sottile linea rossa che separa i penultimi dagli ultimi (…)

Pierre Carniti ci ricordava sempre che “il sindacato o è uguaglianza e solidarietà, o non è”.

Prosegue Pezzotta (…) Quando incontro vecchi militanti sindacali molte volte mi sento dire che non c’più il sindacato di una volta ed hanno ragione, ma preciso che sarebbe sbagliato se ci fosse ancora quello che era nel tempo passato.

Personalmente credo che si debba partire da questa costatazione e fare memoria di come si è inciso nella realtà che abbiamo ereditato, se non si vuole restare aggrappati a un mondo finito. (..)

Savino Pezzotta, traendo spunti dal Rapporto Caritas e dagli articoli di Aldo Bonomi, ci invia una riflessione (testo in allegato) per una nuova agenda del sindacato con al centro la lotta alla povertà.

Convinto che sia sempre più labile la separazione tra “precari, penultimi e ultimi” scrive (…) “Ecco perché la questione del reddito di cittadinanza va ripresa e reimpostata inserendolo in una visione più generale delle politiche sociali, del lavoro, dello sviluppo economico ( più qualità) e dei sistemi di welfare dando spazio a criteri di partecipazione dei cittadini e dei territori.” (…) Sono convinto, procedendo per approssimazioni  e con dubbi, che all’origine vi siano questioni strategiche non storicamente declinate e soprattutto una concezione restrittiva della democrazia interna, del rapporto tra rappresentanti e rappresentati e pertanto del ruolo che i corpi intermedi devono esercitare nell’attuale contesto politico ed economico.  (…)

C’è bisogno di una nuova idea di partecipazione che sia in grado di cogliere che chi opera in un’azienda, su una piattaforma virtuale, nei lavori di complemento, in quelli essenziali, nel working, ovvero presta la sua opera nella molteplicità in cui il lavoro si è eccessivamente fratturato, cogliendo che l’innovazione non è qualche cosa di statico ma è dinamico ed evolutivo con un prestatore d’opera che interferisce continuamente nella loro applicazione. (…) Sembra sia tornato di moda riparlare di alienazione del lavoro umano che le nuove tecnologie ridurrebbero ad accessorio delle nuove  strumentazioni. Ma se facciamo memoria della storia sindacale ci si rende conto che la prestazione d’opera anche nel sistema eccessivamente parcellizzato del taylorismo non è mai stato completamente alienata, ma che ha sempre contenuto spazi di autodeterminazione, di autonomia e di libertà nell’agire. Da questi spazi va fatta ripartire l’iniziativa sindacale .

Sulla labile linea rossa che separa il mondo del lavoro dalla povertà si assiepa una gran parte del lavoro informale e precario, per il quale il sindacato con l’organizzazione attuale è una “cosa” lontana e assente. L’articolo di Fulvio Perini https://volerelaluna.it/lavoro-2/2020/12/21/uno-spettro-si-aggira-per-il-mondo-il-lavoro-informale/ descrive questa realtà. Sempre di Perini, sullo stesso sito, un articolo correlato su precariato-povertà https://volerelaluna.it/lavoro-2/2020/12/29/spagna-no-a-contratti-di-lavoro-temporanei-per-prestazioni-di-carattere-permanente/

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