Il motto dell’UNESCO è “building peace in the minds of men and women”, cioè “costruire la pace nelle menti degli uomini e delle donne”; una delle missioni principali dell’UNESCO consiste nell’ identificazione, nella protezione e nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo. Non è la prima volta che l’Unesco sconfina dai suoi compiti fino a stravolgere cultura e storia, anziché proteggerle, come è accaduto, giorni fa, su Gerusalemme, il Monte del Tempio e il Muro del Pianto, considerati siti non collegati all’ebraismo.

La domanda che sorge è semplice e inquietante allo stesso tempo: il Monte del tempio è un sito solo islamico? Il Muro del Pianto non è forse il luogo più sacro per l’ebraismo? A Parigi,è stata votata e approvata una mozione dell’UNESCO, su proposta del Sudan, sostenuta da Algeria, Egitto, Marocco,Oman e Qatar, che afferma l’estraneità dell’ebraismo da quei siti. Hanno votato NO: Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna e Francia. L’Italia si è astenuta. Negare il riferimento del Monte del Tempio all’ebraismo (come pure all’islam e al cristianesimo) è come cancellare la storia come si è prodotta con fatti, credenze,e anche metafore, condivise da milioni di persone. Di questo se ne deve essere ben reso conto Matteo Renzi, fresco dei colloqui con Barak Obama, che – seppure a scoppio ritardato – ha espresso un chiaro No a quel documento smentendo ambasciatore e ministro degli Esteri.

E’ un fatto culturalmente preoccupante e pericoloso che si accompagna agli atti, accomodanti e opportunisti, compiuti in nome della realpolitik e di quell’islamicamente corretto che tanto hanno indignato con la copertura di statue e quadri in occasione di visite a Roma di capi di Stato o rappresentanti di paesi arabi islamici.

Nel caso citato, non si deve consentire che si faccia un tutt’uno tra storia  e valori dell’ebraismo con quanto mette in opera il governo dello stato d’Israele in politica estera nel Medio Oriente e in particolare verso i palestinesi. L’antisemitismo e la giudeofobia sono più di un fantasma: sono rischi permanenti che già hanno fato danni politici e culturali, aggregando migliaia di persone (e forse più) in molte parti del mondo, in particolare in Medio Oriente e in parecchi stati europei. Approfondisce questo tema, su La Repubblica,  Ezio Mauro in un lungo articolo, anche nel titolo “Antisemitismo, corsi e ricorsi di una tragedia dall'ottusità burocratica allo sterminio sistematico”. (allegato)

Alleghiamo inoltre l’articolo “UNESCO e Gerusalemme, una ferita per l’umanità” di Giuseppe Laras, Presidente del Tribunale rabbinico del Centro Nord Italia, pubblicato su Il Corriere della Sera; l’editoriale del Foglio “Il silenzio italiano sulla shoah culturale”  e "Il voto dell'Unesco ferisce gli ebrei"  lettera inviata al Presidente Mattarella  di Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Per maggior informazione aprire gli allegati

 

Allegato:
antisemitismo_corsi_e_ricorsi_mauro_repubblica.doc
unesco_e_gerusalemme_laras_corsera_20-10-16.doc
il_silenzio_italiano_sulla_shoah_culturale_il_foglio.doc
caro_presidente_il_voto_unesco_ferisce_di_segni.doc
documento_unesco_in_inglese.pdf

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