Gabriel Boric, 35 anni, è il più giovane presidente della storia del Cile. Il candidato dell’alleanza progressista di sinistra Apruebo Dignidad, ha ottenuto il 56% dei voti, ribaltando il risultato del primo turno che vedeva in vantaggio il candidato Josè Antonio Kast, alleanza di destra con il suo richiamo aperto al golpe militare di Pinochet. Una vittoria della nuova generazione con un programma che promette scuole gratuite, inclusione degli indigeni e un nuovo sistema pensionistico. Ma il sistema partitico è frastagliato, la maggioranza parlamentare precaria e per realizzare gli obiettivi si dovranno ricercare non facili compromessi. Alleghiamo alcuni primi articoli di commento a questo storico evento.

Tommaso Di Francesco in “Il messaggio che viene dal Cile” , su Il Manifesto, ricostruisce la memoria storica vista da sinistra dal rovesciamento del governo Allende con il golpe di Pinochet ( 1973) in poi. Attualizza il significato della sorprendente e storica vittoria di Gabriel Boric concludendo con queste parole. (…) Vince in queste ore in Cile la giovane generazione che, contro governi di centrodestra e di centrosinistra, si è battuta, pagando spesso anche con la vita, contro i processi di privatizzazioni che hanno colpito la scuola, la sanità, il sistema di welfare a partire dalle pensioni, riducendo alla povertà i cileni – e il Continente latinoamericano – e costruendo un sistema di diseguaglianze che chiamava la gente a partecipare diffondendo l’ideologia individualistica della «scelta di libertà». Grazie Cile. (v. allegato)

Gabriel Boric – neo presidente Cile

Maurizio Stafanini in “Il neo presidente del Cile ha un programma ambizioso, ma gli mancano i voti per attuarlo”, su Linkiesta, così conclude (…) I sistemi presidenziali si trovano alle prese con sistemi partitici frastagliati, in cui comunque i presidenti che non svoltano in senso autoritario fanno fatica a realizzare i propri programmi. (…). Boric ha un ambizioso programma in quattro «pilastri» basato su spesa sociale, tasse, sussidi, transizione ideologica, scuole gratuite, inclusione degli indigeni e smantellamento del sistema pensionistico basato sui famosi fondi; Kast avrebbe voluto più liberismo; ma tutti e due in caso di vittoria avrebbero dovuto comunque trattare. 

In Senato la maggioranza è di 14 su 27 e ci sono 12 eletti della destra classica, 8 del centro-sinistra, 4 della coalizione di Boric, due indipendenti e uno dell’alleanza di Kast. Alla Camera è di 78 su 155 e ci sono 53 deputati della destra, 37 del centro-sinistra, 37 della coalizione di Boric, 15 dell’alleanza di Kast, 6 del Partito della Gente del terzo arrivato Parisi, 3 di un’altra alleanza di sinistra, 2 verdi e due indipendenti.  https://www.linkiesta.it/2021/12/gabriel-boric-presidente-cile-vittoria/

Luciana Castellina, ultranovantenne con ampia memoria storia , in “Svolta cilena, finalmente un bel regalo di Natale” così inizia (…) Abituata alle consuete brutte notizie davo per scontato che le solite cornacchie avessero avuto anche stavolta ragione: presidente del Cile sarebbe stato Kast, il giovanotto naturalmente imprenditore, che considera normale avere nostalgia del generale Pinochet.(..). E così conclude “Di questo nuovo presidente del Cile, Gabriel Boric, siamo felici, uno straordinario regalo di Natale. È meglio di quanto avremmo mai potuto sperare: un leader del movimento studentesco, collaudato in una mobilitazione di massa che dura ormai da più di due anni, in coalizione con un buon Partito comunista come quello cileno e altri che ci sembrano bravi. Il Cile, insieme al Vietnam, sono storia che sentiamo come nostra, tanto sono state parte integranti della nostra militanza. Di cui ci sarebbe ancora bisogno, visto come va il mondo. Intanto ci aiuta a non piagnucolare e a riprendere a cantare «El pueblo unido jamas serà vencido», senza temere stavolta la retorica o la nostalgia, ma in riferimento a un fatto realmente accaduto.  La vittoria della sinistra. È un voto di rivolta, una svolta che ci riguarda direttamente. Intanto e subito chiama a verifica le forze di sinistra e i movimenti d’opposizione del Continente latinoamericano. (v.allegato)

Lucia Capuzzi in  «Cile. Le coincidenze del giovane Boric. «Un governo con i piedi sulla strada», così conclude il suo commento (…) Dal primo turno, ha smesso di sparare a zero su partiti e Transizione e ha iniziato a vederne gli indubbi meriti. Kast, da parte sua, ha subito riconosciuto la vittoria dell’avversario. E Boric gli ha teso la mano. In un’Alameda stracolma di gente si è impegnato a costruire ponti, pur rivendicato l’urgenza di «democratizzare» i servizi sociali di base, dalla scuola alla sanità alle pensioni. «Sarà un governo con i piedi piantati sulla strada non chiuso nelle stanze del potere», ha detto. La sfida è ardua. Per vincerla, il presidente eletto dovrà creare consensi ampi, tessere alleanze. Rassicurando, in primis, il mondo imprenditoriale, spaventato dal suo successo, come ha dimostrato il tonfo di quasi 7 punti delle Borse. E negoziando con un Parlamento frammentato. Senza nostalgie di passato né fughe in avanti. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cile-boric

Ariadna Dacil Lanza in “ Gabriel Boric presidente, sfida di una generazione. Il Cile approva” su Il Manifesto,  sottolinea (…)  Il più giovane e il più votato nella storia del Paese. Il candidato di Apruebo Dignidad dalle piazze della rivolta studentesca al Palazzo della Moneda. La festa a Santiago dopo un ballottaggio storico, che per la prima volta ha ribaltato il primo turno. La deputata comunista Camila Vallejo al manifesto: «Premiato il lavoro sul territorio» (…) «Spero che faremo meglio» è stata la frase con cui Gabriel Boric, prossimo presidente del Cile, ha chiuso la comunicazione virtuale con Sebastián Piñera, che dovrà consegnargli la fascia presidenziale l’11 marzo. Boric, nato 35 anni fa sotto la dittatura di Augusto Pinochet, da militante delle proteste studentesche del 2011 è riuscito a proiettarsi verso la candidatura nell’alleanza Apruebo Dignidad (Frente Amplio e Partito comunista cileno) e infine a essere consacrato come il presidente più votato e il più giovane della storia del paese. (vedi allegato)

Con la vittoria di Gabriel Boric e dell’alleanza Apruebo Dignidad le piazze si sono riempite con il canto dell’antica e sempre attuale canzone degli Inti Illimani . https://m.youtube.com/watch?v=HQm_xnq52CA

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