Debiti per oltre 16 milioni di euro, contributi previdenziali non versati e un accreditamento da parte della Regione che potrebbe sparire domani. Dopo il caso Ial-Cisl ( fallito non molto tempo fà), un altro ente per la formazione professionale è sull’orlo del baratro: lo Csea. All’inizio i trecento lavoratori del consorzio non ci volevano credere. Che l’azienda non fosse in salute l’avevano intuito: ticket restaurant non pagati, fondo d’incentivazione desaparecido, fornitori e borsisti sempre più spesso alla porta per pretendere i loro soldi. Il bilancio 2008, tuttavia, sembrava indicare una crisi superabile: contrazione del fatturato di 1,5 milioni. Una cifra tutto sommato abbordabile considerata la compagine sociale: maggioranza privata in mano all’amministratore delegato Renato Perone, ma anche un 20% del Comune di Torino e un altro 20% detenuto dai sindaci del circondario. La mano pubblica che offre solidità e tutto salva. O quasi. La doccia fredda è arrivata nei giorni scorsi….Queste cose sono state scritte da un attento cronista tempo fa, il 10 dicembre del 2009 su La Stampa di Torino. Ma non si è voluto vedere le realtà, molti hanno minimizzato, ed ora per lo Csea sembra certo il fallimento. Intanto la composizione della mano d’opera nel torinese denuncia un dato preoccupante di dequalificazione e scolarizzazione. Si apre un dibattito vero?

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Allegato:
oltre_16_milioni_di_buco_zanotti_la_stampa_2009.doc
csea-lastampa_30-03-2012.pdf
csea_fallimento_piu_vicino_29-3-12.pdf
csea_destino_segnato_lo_spiffero.doc

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