Lo studio dell’economista Mauro Zangola analizza gli effetti delle chiusure, imposte per contenere Covid-19, sull’occupazione piemontese.

Così inizia Zangola Le misure volte a limitare il contagio del COVID-19 hanno portato, nelle ultime settimane, alla progressiva chiusura, parziale o totale, di un elevato numero di attività. Seppure limitate nel tempo e ristrette ad un sottoinsieme di settori di attività economica, tali misure sono in grado di generare uno shock rilevante e diffuso sull’intero sistema produttivo. Infatti oltre agli effetti diretti connessi alla sospensione dell’attività nei settori coinvolti nei provvedimenti il sistema produttivo subirebbe anche gli effetti indiretti legati alle relazioni intersettoriali.

Gli effetti della chiusura delle imprese sull’economia italiana

L’ISTAT ha   elaborato   una stima di questi effetti attraverso l’utilizzo delle tavole input – output della Contabilità Nazionale   che forniscono una rappresentazione dei flussi di offerta e di domanda dei beni e servizi distinti fra componente di produzione interna e di importazione. La stima considera due diverse scenari: il primo assume che le limitazioni delle attività produttive si manifesti per i soli mesi di marzo e aprile; il secondo assume invece che si estenda fino giugno.

Nel   primo scenario, la limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe una riduzione del valore aggiunto generato dal sistema produttivo italiano del l’1,9% che coinvolgerebbe 385.000 occupati.

Nel secondo scenario la contrazione complessiva del valore aggiunto  sarebbe pari al 4,5%; gli occupati coinvolti   salgono a 900.000. (…) per proseguire aprire allegati e link di altro articolo di Mauro Zangola