Manifestazione antifascista convocata da Cgil-Cisl-Uil per Sabato 16 ottobre a Roma e secondo turno per il ballottaggio – 17 e18 ottobre – per importanti Comuni tra i quali Roma, Torino e Trieste, si sono accavallati. La posta in gioco è elevata sia per dare una ferma risposta al neofascismo strisciante che da tempo serpeggia tra le file del variegato mondo del No vax, sia per il futuro politico italiano oscillante tra centro-sinistra e centro-destra.

Presidio sede Cgil Nazionale

Sulla manifestazione pensiamo che sarebbe stata più comprensibile un’immediata risposta a 48 ore dall’ignobile atto squadrista-fascista alla sede nazionale della Cgil, oppure indirla il giorno dopo la chiusura dei seggi elettorali e non nel giorno dell’apertura degli stessi. Tante sono state le dichiarazioni per bollare quell’atto richiamando la necessità di sciogliere organizzazioni fasciste come Forza Nuova.

Sulla manifestazione nazionale di Roma vedi in allegato l’articolo “La piazza del lavoro” di Luigi Sbarra segretario generale Cisl , poi “In corteo con la Costituzione” di Massimo Franchi e “Mai più fascismi” a questo link https://www.collettiva.it/copertine/lavoro/2021/10/15/news/tutta_italia_a_roma_per_dire_maipiufascismi-1556344/

Qui riprendiamo la dichiarazione di Savino Pezzotta, a nome di Prendere parola, nella quale sottolinea un punto importante – L’assalto alla Sede della CGIL mi ha profondamente colpito e ferito nel cuore. Ma credo che oggi non bastino le pur importanti espressioni di solidarietà ma occorre che tutti coloro che credono nella democrazia e nel ruolo fondamentale e costituzionale che i corpi intermedi ricoprono nella crescita democratica reagiscano con forza soprattutto sul piano culturale. Il fascismo è stato un regime negativo sul piano della libertà e della tutela dei diritti dei lavoratori. Aver in questi ultimi anni sostenuto che il fascismo ha fatto cose buone è stata una mistificazione che ha cercato di assolvere i crimini del regime nascondendoli sotto una coltre di perbenismo. Ma oltre la storia che dobbiamo raccontare, abbiamo dovere di smascherare questa destra che copre la costruzione dei muri, che respinge i disperati e che con la sua demagogia reazionaria inibisce di gestire il problema dell’immigrazione.  Sono vicino alla CGIL come lo sono i miei amici dell’associazione PRENDERE PAROLA –  https://www.facebook.com/PrendereParola

Antonio Lettieri in “L’assalto alla Cgil” inizia così. Un fatto inconcepibile che non si era verificato nemmeno nelle fasi più dure dello scontro politico nel paese. Non riguarda solo il mondo sindacale, è stato l’attacco a un pilastro della democrazia. La solidarietà con la Cgil non può riguardare solo un momento più meno passeggero (…) per proseguire http://www.eguaglianzaeliberta.it/web/content/l%E2%80%99assalto-alla-cgil

Presidio sede Cgil Torino

Per contrapporsi e conoscere la natura del fascismo serve un’iniziativa culturale così da contrastare il suo risorgere sotto svariate spoglie. Lo scioglimento di formazioni fasciste, come Forza Nuova, deve essere opera della Magistratura, preferibile al decreto previsto dall’art.3 della Legge Scelba. Nelle scuole come sui luoghi di lavoro si avverte la necessità di dedicare (ore di lezione e ore di assemblee) per ricordare cos’è stato il ventennio-fascista e la Resistenza, utilizzando quel saggio storico di Claudio Pavone, uscito nel 1991, che suscitò scalpore e molte utili discussioni per la sua analisi della Resistenza interpretata come triplice guerra: “patriottica” contro l’invasore tedesco, “civile” fra italiani fascisti e antifascisti e “di classe” fra componenti rivoluzionarie e classi borghesi. (vedi nota allegata)

L’articolo di Angelo Cannatà, su Micromega, antecedente all’assalto alla sede della Cgil, «Meloni, Salvini, Draghi e il “fascismo eterno” di Umberto Eco», apre lo zoom dal fascismo in Fratelli d’Italia al razzismo di Salvini fino al decisionismo tecnocratico di Draghi, interrogandosi quanto sia presente e in quale misura quella cultura autoritaria ostile al Parlamento e alla democrazia partecipata dal popolo. Umberto Eco, il 25 aprile 1995 alla Columbia University, tenne una conferenza dal titolo Il fascismo eterno. Non parlava solo di Mussolini e del Ventennio, e della tragica ideologia che portò l’Italia – tra lutti, dolore, e morte – all’alleanza con Hitler e alla Seconda guerra mondiale; parlava del fascismo che permane nel tempo, e assume forme nuove e abiti civili; di un modo d’essere – arrogante, autoritario, razzista, lontano anni luce dallo spirito critico (…) per proseguire un clic qui  https://www.micromega.net/meloni-salvini-draghi-fascismo/Goffredo Buccini in “No pass, disoccupati, complottisti, centri sociali: le (molte) anime della protesta”, su il Corriere della Sera, analizza le cause sociali che determinano un oppozione tanto accanita al green pass e al vaccino, un fatto che contraddic la storia del movimento operaio da sempree impegnato a rivendicare norme (e vaccini) a tutela della salute collettiva. Così inizia.Non solo estremisti di destra o sinistra: c’è anche chi è in povertà, chi teme il futuro, precari, rider e pensionati. Il sociologo Domenico De Masi: “ci sono cinque milioni di poveri assoluti e sette di poveri relativi, una insicurezza che tracima…per proseguire https://www.corriere.it/cronache/21_ottobre_13/disoccupati-complottisti-centri-sociali-molte-anime-no-pass-4910d5e6-2c61-11ec-98f9-fbd4bdd13a87.shtml

Sul sito della Uilpa una “pasquinata” https://www.uilpa.it/notizie/5776-oggi-come-ieri-i-fascisti-ancora-contro-il-sindacato-ma-oggi-come-ieri-proveranno-la-sconfitta

Sul turno di ballottaggio del 17-18 ottobre sottoponiamo ai nostri lettori questa nostra riflessione. L’esito elettorale del primo turno (3-4 ottobre) suscita una moderata soddisfazione con molti ma e negative sottolineature, in quanto il centro sinistra ha retto in nove grandi città, delle quali tre sono rimandate al secondo turno, ma questo positivo risultato elettorale zoppica vistosamente sul piano politico per diverse ragioni.

La prima, meno di 1 su 2 cittadini si sono recati al voto, la percentuale più bassa registrata dall’avvento della nostra Repubblica e ciò fa temere per il futuro della democrazia rappresentativa e la partecipazione reale dei cittadini alla vita democratica, al dibattito sui problemi che riguardano la collettività.

La seconda. Il centro-sinistra è stato considerato vincitore del primo turno, ma poco è stato sottolineato e messo in evidenza che ha perso voti in assoluto rispetto alle elezioni amministrative del 2016, e che la destra (Lega e Fratelli d’Italia) hanno perso crescendo un po’. Così emerge se si prende a riferimento i voti assoluti ricevuti (e non solo le percentuali) dai  cinque principali partiti (Pd, Fratelli d’Italia, Lega, M5S e Forza Italia)  nei primi dieci comuni per dimensione, nell’ordine Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Rimini, Salerno e Latina, nell’insieme 5,8 milioni di elettori su 12,1milioni – cioè il 48% di tutti quelli chiamati alle urne.

A causa a causa dell’alta astensione (solamente il 48% degli aventi diritto è andata a votare) le valutazioni basate sulle percentuali “provocano un’illusione ottica”. Con i numeri assoluti parecchie cose cambiano. Nelle dieci città sopraccitate il Pd, considerato il vincitore, ha perso oltre 122mila voti rispetto a cinque anni fa. I 5 Stelle sono precipitati, Fratelli d’Italia ha incremento in gran misura i consensi, Ma anche la Lega data per grande perdente ha guadagnato in assoluto un po’  altri consensi. 

Ci sarà tempo per approfondire dopo il secondo turno con una valutazione complessiva sul voto nei 1.157 Comuni, dove si sono affermate molte liste “civiche” reali o “mascherate”.  E’ possibile che il centro-destra abbia ben retto nei Comuni con meno di 15.000 abitanti, confermando quanto avviene nel mondo sulla differenza di orientamento politico tra le grandi città e i piccoli comuni, ovvero tra città e campagna. Il centro-destra può mantenere un vantaggio elettore per un voto nazionale fintanto che il centro sinistra non si “risvegli” per una reale e coraggiosa politica di  solidarietà, chiaramente definita nei contenuti, che significa giustizia per le tasse e consistenti flussi migratori, programmandoli per ripopolare la grande quantità di aree e di Comuni in via di abbandono in Italia e in Europa. E’ certamente in questo campo di tematiche che il centro-destra rastrella ampi consensi sull’opinione nazionale.

Sui problemi locali amministrativi ricordiamo quanto pubblicato nell’articolo su questo sito “13 candidati per Torino” e alleghiamo quanto segue:

  • un file con le interviste a quattro Presidenti di Circoscrioni (3-4-7-8) eletti il 3-4 ottobre;
  • l’articolo «A Mirafiori il polo elettrico di Stellantis “L’addio a Grugliasco sarà senza esuberi”» di Teodoro Chiarelli,  La Stampa, che descrive sinteticamente (con un titolo che vorrebbe essere rassicurante) il quadro sempre più preoccupante di quanto avviene a Torino con le decisioni del nuovo gruppo Stellantis.
  • ultimi “faccia a faccia” tra Damilano e Lo Russo a cura di Greco su Il Sole e cosa chiedono le imprese a Torino; le pagelle di Maurizio Crosetti “Ecco perchè merito di essere sindaco” su La Repubblica del 16 ottobre.

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