Lectio Magistralis di Romano Prodi, tenuta nella seconda giornata di “La nostra Europa, la cultura, il lavoro. La cultura del lavoro”, organizzata da Cgil, Cisl e Uil a Matera il 7 Maggio. Ha detto. È un momento delicatissimo per l’Europa, perché i governi nazionali hanno rinunciato da tempo a una redistribuzione della ricchezza, e nella politica mondiale nessuno parla più di imposte e dei conseguenti servizi. Nelle varie campagne elettorali si parla solo di diminuzione delle tasse e in tutto questo aumentano a dismisura le disuguaglianze tra le persone. La finanziarizzazione dell’economia ha fatto il resto. Il ruolo sempre più importante della finanza rispetto al peso del mondo del lavoro crea ancora più differenze, perché la finanza è mobile e lo sarà sempre di più con il cambiamento tecnologico in corso. In tutto questo, la divisione tra salariati di alto livello e salariati di basso livello continuerà a crescere. (…)

Il rinnovamento europeo, quindi, ha bisogno anche del contributo italiano, e un ruolo importante lo hanno i sindacati, la cui unità sarebbe un passo molto importante.

Lo stesso vale tutti i corpi intermedi, che devono riprendere vita perché hanno una funzione essenziale da opporre ai messaggi individualistici della nuova politica.(…)

All’Europa, insomma, serve un social compact, non solo un fiscal compact. (…)

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Allegato:
la_cultura_del_lavoro_e_lunita_sindacale_prodi_lectio_magistralis.doc

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