Guido Viale scrive un articolo “La guerra dei due mondi” nel quale con grande chiarezza espone le caratteristiche del popolo No-Tav: legami di comunità, ideali ed obiettivi. Così inizia: Quello in atto in Valle di Susa è un autentico «scontro di civiltà»: la manifestazione di due modi contrapposti e paradigmatici di concepire e di vivere i rapporti sociali, le relazioni con il territorio, l’attività economica, la cultura, il diritto, la politica. Per questo esso suscita tanta violenza da parte dello stato – inaudita, per un contesto che ufficialmente non è in guerra – e tanta determinazione – inattesa, per chi non ne comprende la dinamica – da parte di un’intera comunità. Quale che sia l’esito, a breve e sul lungo periodo, di questo confronto impari, è bene che tutte le persone di buona volontà si rendano conto della posta in gioco: può essere di grande aiuto per gli abitanti della Valle di Susa; ma soprattutto di grande aiuto per le battaglie di tutti noi. Da una parte c’è una comunità, che non è certo il retaggio di un passato remoto, che si è andata consolidando nel corso di 23 anni di contrapposizione a un progetto distruttivo e insensato, dopo aver subito e sperimentato per i precedenti 10 anni gli effetti devastanti di un’altra Grande Opera: l’A32 Torino-Bardonecchia. Gli ingredienti di questo nuovo modo di fare comunità sono molti…”. L’analisi si articolo su tre punti principali includendo come sono gestite in Italia le grandi Opere costruite sempre a carico dei bilanci pubblici per poi affidarle ai privati per la riscossione delle tariffe e gestione degli utili. a previsione dei costi è sempre lievitata ed i flussi previsti in picchiata rispetto le proiezioni virtuali: sulla Torino-Milano con il sistema Alta Velocità erano previsti 120 coppie di treni al giorno, ne passano 9 al giorno.

Allegato

La grande opera pubblica e il capitalismo finanziario di G.Viale Il Manifesto 4-3-12
Allegato:
la_guerra_dei_due_mondi_viale.doc

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