Diamo vita con questa prima pubblicazione ad una ricerca su quanto sopravvive, a Torino,  dell’anima e dei programmi del centro-sinistra nelle decisioni dela Giunta e del Consiglio Comunale di Torino. Ricerca su articoli e saggi, con schede di lettura per promuovere e risvegliare un dibattito che per ora rimane focalizzato sui rimpasti della giunta, su quel ruotare di incarichi che caratterizza in genere il mondo politico ed amministrativo italiano. Detto anche nel linguaggio comune il “valzer delle poltrone”.

Iniziamo dal problema dei Rom, dei rifugiati politici, dei senza tetto. Saranno necessarie più puntate ( chiediamo la vostra collaborazione) e nel frattempo individueremo altri capitoli.

Perché iniziamo da questo tema? Siamo stati presenti al dibattito al Circolo dei Lettori del 6 giugno che aveva al centro il problema della favelas o baraccopoli di Lungo Stura Lazio.

Quello dei Rom è un problema complesso ma risolvibile specie dopo gli innumerevoli seminari, tavoli di approfondimento che sono già stati svolti. Ci sono anche le risorse: 5 milioni che erano stati stanziati all’epoca del governo Berlusconi e poi di Prodi. Un problema complesso è composto da più problemi minori.

Un problema complesso può essere risolto procedendo con gradualità iniziando dalle “cose” più urgenti ( vedremo quali). Quanto detto vale per i rifugiati politici che a Torino sono alcune centinaia. Vale per i senza tetto in generale che sono molti di piuù.

La Giunta Torinese di Fassino sta agendo con lo spirito di centro-sinistra programmatico o continua a prendere tempo? Le risposte sono le più diverse, ma cresce la convinzione che – anche a causa della crisi – la Giunta prenda  tempo o perda tempo!  Dite la vostra cliccando su inserisci commento o inviandoci materiali ed articoli.

Quanti sono i Rom in Italia? Il primo Rapporto del Parlamento Italiano di due anni fa stimava la presenza di Rom in Italia dai 130.000 ai 170.000, la presenza più bassa (pari allo 0,02% della popolazione) tra i paesi europei. Nei campi nomadi vivono circa 40.000 persone, di cui metà sono cittadini italiani. Secondo i dati della Croce rossa italiana, su 5.000 censiti nei campi di Roma, i 2/3 sono cittadini dell’ex Jugoslavia, 1/3 proviene dalla Romania. Il 4% e’ rappresentato da italiani. Ma i rom sono prevalentemente un popolo di bambini. I minori di 14 anni sono il 40% della popolazione totale, mentre gli adulti che superano i 60 anni rappresentano una percentuale bassissima. L’Italia una poca invidiabile caratteristica: l’esperienza dei campi esiste solo nel nostro Paese. L’indagine era stata curata dalla commissione straordinaria per i Diritti umani del Senato ( presieduta da Pietro Marcenaro), così concludeva “ e’ necessario un programma graduale di chiusura dei campi, a partire da quelli più degradati, e di offerta di soluzioni abitative diverse, accettabili e accettate, cioè discusse e confrontate. Gli esempi di tante e diverse buone pratiche alle quali riferirsi per fortuna non mancano”. E poi ancora, il rapporto indica strumenti che vanno da borse di studio per l’assolvimento degli obblighi scolastici, al riconoscimento come rom per quanto riguarda il lavoro.

Nella prossima scheda di lettura troverete la delibera quadro del Comune di Torino sul problema Rom ed   altri documenti.

In allegato

  • Il documento completo di Fredo Olivero, a nome della Caritas, riassunto  il 6 giugno al Circolo dei Lettori .
  • L’esperienza di Don Carpené per l’integrazione di Rom a Fubine (Al)

Allegato:
fredo_olivero_intervento_6-6-13.doc
rom_e_nomadi_a_fubine.doc

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *