Alexis Spire in Le classi popolari e l’ingiustizia sociale, su  Le Monde Diplomatique, analizza le cause pluriennali che sono alle origini della collera contro le tasse, esplosa in Francia con cinque sabati di mobilitazione e violenti scontri. In altri paesi quelle analoghe ingiustizie hanno determinato rabbia e reazione manifestatesi con grandi spostamenti nel voto politico elettorale, come ad esempio in Italia. Comparsa ai margini delle organizzazioni politiche e sindacali, la mobilitazione dei «gilet gialli» contro le tasse sui carburanti, con un seguito particolare nelle aree rurali e periferiche, colpisce per il suo carattere spontaneo. Ha finalmente messo in luce il sentimento di ingiustizia fiscale che da molti anni covava fra le classi subalterne e i piccoli lavoratori autonomi. In un paese in cui il prelievo fiscale rimane una leva per la redistribuzione, come si spiega che esso sia contestato soprattutto da chi si trova in basso nella scala sociale?

«Basta tasse», «Macron tacca­gno», «Lavorare è un lusso», «Destra, sinistra = tasse», «Stop al racket, la rivolta del popolo potente può sfociare nella rivoluzio­ne». .. La varietà di slogan lanciati du­rante le manifestazioni popolari che hanno cercato di bloccare le arterie stradali per protestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti, a partire dal 17 novembre, evoca al tempo stes­so un movimento politicamente protei­forme e una collera mirata a un ogget­to preciso: le tasse, il fondamento dello Stato sociale. (…)  L’articolo si sofferma inoltre su due capitoli:

  • Uno Stato lontano, al servizio dei potenti
  • Un regalo ai proprietari delle imprese

In allegato il testo completo dell'articolo pubblicato su Le Monde Diplomatique, diffuso il 13 dicembre con Il Manifesto

 

Allegato:
le_origini_della_collera_spire_monde_diplomatique.doc

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