Leggendo le 143 pagine delle motivazioni della sentenza del Tribunale del riesame, depositate il 20 agosto, e subito dopo il reportage di Concita De  Gregorio con le testimonianze delle vedove e l'articolo di Troiano "la città dove la morte è rosa,  ben si recepisce la gravità dei reati che sono stati contestati ai dirigenti sottoposti agli arresti domiciliari. Così pure l’ineluttabilità di porre sotto sequestro le aree dell’impianto siderurgico di Taranto per procedere rapidamente al loro risanamento che richiederà un investimento (a carico dell’Ilva) ben più consistente dei 136 milioni deliberati in questi giorni dal Consiglio di Amministrazione. Le motivazioni del Tribunale sono esplicite, si legge che le modalità di gestione sono state tali da produrre “ un disastro doloso” e un “pericolo per l’incolumità”. Entro il 30 settembre il Ministero dell’Ambiente dovrà approvare la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per consentire all’Ilva di produrre salvaguardando salute ed ambiente. Per il solo inquinamento ambientale si tratta di sostituire i filtri elettrostatici con quelli a tessuto di ultima generazione per trattenere la diossina contenuta nelle polveri; procedere alla copertura integrale dei parchi dei minerali; rifare i forni delle cokerie e relative bocchette; realizzare il contenimento dello slopping (dispersione di fumi a seguito dell’ossigenazione della ghisa) con il ricorso alle migliori tecnologie impiegate in Europa.

Nota – prima della lettura del testo del Riesame consigliamo di aprire la sceda di lettura predisposta da Vittorio Buscaglione.

Allegati

  • Le motivazioni del Tribunale del Riesame pubblicate il 20 agosto
  • Il reportage di Concita De Gregorio su La Repubblica del 27-8-12
  • La città dove la morte è rosa_Troiano
  • Il giardino dietro l'Ilva Reportage di Medici_Il Manifesto

Allegato:
riesame2_testo_completo_20-8-12.pdf
reportage_ilva_de_gregorio.pdf
la_citta_dove_la_morte_e_rosa_troiano.doc
note_su_sentenza_riesame_buscaglione.doc
ll_giardino_dietro_lilva_medici.doc

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