IL FORNERO-PENSIERO SU PENSIONI – redazione – stato sociale 26/11/11

La Repubblica del 26 novembre pubblica un ampio stralcio di un articolo di Elsa Fornero, neoministro del Welfare, scritto insieme a Flavia Coda Moscarola, pochi giorni prima di diventare ministro. Ha scritto, quindi, nella sua veste di docente di Economia all´Università di Torino e coordinatore scientifico del CeRP. Può ben essere  definito il fornero-pensiero in tema di pensioni. La principale novità, che è ben più di una mera accelerazione di quanto già previsto dalla legislazione attuale , sta nella proposta di voler applicare il  sistema contributivo per tutti i lavoratori in attività a partire dal 2012. Il sistema contributivo è un sistema di calcolo ( in base al montante dei contributi versati) meno vantaggioso del sistema retributivo ( in base alla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni precedenti all’andata in pensione) che attualmente è ancora applicato pro-rata per coloro che al 1995 ( riforma Dini) vantavano almeno 18 anni di anzianità lavorativa-contributiva.

Nel loro articolo Fornero-Moscarola sostengono che il metodo contributivo di calcolo delle pensioni, introdotto nel 1995 in sostituzione del precedente metodo retributivo, costituisce il punto di partenza imprescindibile su cui basare le modifiche dell’attuale assetto. Per semplificare il ragionamento suddividono i  i lavoratori in tre tipologie: i "salvati" dalla riforma Dini, perché esonerati dall’applicazione del contributivo grazie alla demarcazione introdotta tra coloro che, al 31 dicembre 1995, avrebbero raggiunto almeno diciotto anni di anzianità e gli altri; i "parzialmente protetti" (anzianità inferiore a diciotto anni nel 1996), la cui pensione sarà calcolata secondo il pro-rata, ossia in base alla regola retributiva per l’anzianità maturata al 1995 e a quella contributiva per l’anzianità accumulata dal 1996; gli "indifesi", ossia gli assunti dal 1996, la cui pensione sarà interamente contributiva. L’aggettivazione delle tre categorie si riferisce ovviamente al metodo contributivo: salvati o indifesi dal metodo di calcolo.

Le fonti istituzionali del nostro paese, ed ora anche quelle europee, affermano che il nostro sistema pensionistico è tra i più stabili tra i paesi europei e del mondo, quello più in equilibrio. Ciò in conseguenza di più riforme ed aggiustamenti. Bene! Quanto viene proposto dal fornero-pensiero migliorerebbe ulteriormente  la dinamica dei bilanci previdenziali dell’Inps con attivi più consistenti. Che finalizzazione avrebbero?  Finora non è stata avanzata una proposta che “aggiusti” anche i meccanismi di calcolo ( i coefficienti e gli indici delle tabelle cosiddette tecniche) – ahinoi poco conosciute – per consentire ai giovani di avere una pensione più consistente e per rivalutare quelle ( la maggioranza) che sono da molti anni sotto il livello di povertà o oscillano su quella quota.

Allegato –

Il Fornero-pensiero come pubblicato da La Repubblica del 26 novembre 2011

Allegato:
Il Forneropensiero sulle pensioni.doc

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