Un paio di anni fa si è svolta a Modena un'interessante ricerca su come il distretto industriale (pluri-settoriale) modenese ha risposto alla crisi. Oltre che su una approfondita analisi dei dati statistici, la ricerca si è basata su numerose interviste qualitative, sia con dirigenti e tecnici aziendali che con delegati sindacali, oltre che con rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati. Non ha riguardato solo aziende industriali (in particolare, meccaniche e ceramiche,i due "settori portanti" del distretto modenese) ma aziende del terziario. E’ stata promossa dalla Fondazione Mario del Monte, insieme all'università, alla CGIL e alla Camera di Commercio. Adesso è finalmente uscito il volume con i testi del rapporto di ricerca.

L'elemento centrale che ne emerge è la sostanziale capacità di tenuta del distretto modenese: alla faccia di chi periodicamente sostiene che il punto debole dell'economia italiana è costituito dall'incidenza delle piccole imprese.

Ma, al tempo stesso, il tipo di distretto che emerge dalla ricerca è ben diverso dal modello presentato dagli antichi apologeti del distretto: non un "tessuto comunitario" chiuso in un ristretto ambito territoriale, ma un tessuto fortemente internazionalizzato, sia per la presenza di multinazionali che per la proiezione verso l'estero delle aziende locali (non solo in termini di mercato ma di produzione); un tessuto dove sono ormai presenti aziende medio-grandi, ma dove esiste un mondo di piccole imprese di subfornitura spesso assai avanzate non solo nelle tecnologie di produzione ma nelle capacità innovative ed organizzative.

Certo, il distretto modenese non è passato indenne attraverso la crisi e ha registrato riduzioni di occupazione e crisi o chiusure aziendali. E da questo punto di vista è interessante rilevare il ruolo del sindacato: che, certo, non incide sulle "grandi scelte strategiche" delle imprese ma non si è limitato a intervenire sulla gestione degli ammortizzatori sociali; è intervenuto con sue proposte su aziende in crisi o su ipotesi delocalizzazione, e complessivamente non ha "gestito al ribasso" (sotto la pressione della crisi) le condizioni dei lavoratori, controllando le forme di flessibilità, i processi di riqualificazione, i livelli salariali.

Del volume " Una economia sviluppta nella crisi. Il caso di Modena" di  Giuseppe Fiorani , Vittorio Rieser e Giovanni Solinas, alleghiamo  la copertina e il sommario, larga parte dell'introduzione, il capitolo di Vittorio Rieser.

 

 

Allegato:
copertina_-_fondazione_mo_-_22.10.2013.pdf
sommario_ricerca_modena.doc
introduzione_ricerca_fiorani.doc
modelli_di_risposta_aziendale_alla_crisi_rieser.doc

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