Il degrado delle periferie è ritornato sotto i riflettori. Roma, Milano, Bologna, Torino, e molte altre. A Torino, in questi mesi, l’indignazione di cittadini – o l’opinione pubblica tramite i media – si è manifestata e organizzata per denunciare la presenza irregolare di camper Rom, l’occupazione delle palazzine olimpiche ex-Moi, l’occupazione di stabili pubblici e di case assegnate o sfitte, la manutenzione molto carente, trasporti pubblici insufficienti, sporcizia superflua qua e là. Tutto ciò con particolare peso nelle periferie.

A fine novembre la cronaca ha dato rilievo alla protesta, in particolare nella Circoscrizione Mirafiori Sud, per il permanere da molto tempo di più camper di Rom che sostano ai margini del Parco Colonnetti, determinando alcuni effetti collaterali non accettabili, a partire dai rifiuti diversi nell’area circostante.

Venerdì 29 novembre, verso sera, in Via Artom, si sono dati appuntamento due manifestazioni: una per protestare contro l’irregolarità dei camper Rom; l’altra per denunciare le infiltrazioni razziste e fasciste nel territorio, presenti in quel comitato. La prima manifestazione era promossa da un comitato spontaneo di cittadini del quartiere, sostenuti da Lega e Forza Nuova; la seconda animata dalla presenza dei giovani dei centri sociali e dall’Anpi di zona.

Uno schieramento imponente e impressionante di polizia, con almeno 30 mezzi mobili, ha tenuto separati i due cortei (il maltempo ha raffreddato le tensioni: 50-60 partecipanti per gli “anti camper”, poco più del doppio quello dei centri sociali e Anpi).

Osservando quelle persone e ascoltando le parole d’ordine che echeggiavano nei due schieramenti era davvero difficile schierarsi e partecipare: erano slogan estremizzati, ben oltre i motivi reali del conflitto per la presenza dei quei camper di Rom.

Davvero per risolvere queste tensioni sociali di quartiere bisogna “…augurarsi che i cittadini sappiano tirare fuori gli attributi”? Come ripeteva la donna con il megafono che coordinava quella protesta. Quegli slogan forieri di pericolosa rabbia si sono persi nella sera, nessuno ha preso la parola. Sull’altro fronte, a qualche centinaio di metri di distanza, erano gli slogan antifascisti a dare tono alla contromanifestazione: invero cori anche un po’ sopra le righe stante i fatti.

In quel 29 novembre, come nella carta che è circolata per la preparazione, non si ritrovano proposte di mediazione per risolvere o perlomeno depotenziare  quell’indignazione popolare, affrontando e risolvendo “gli effetti collaterali”, i disagi che arrecano ai cittadini i “campeggi irregolari”: ovvero, ad esempio,

  • servizi igienici per evitare che lo diventino questo o quell’altro angolo del parco o di strade secondarie;
  • passaggio giornaliero di uno dei tanti mezzi Amiat che fanno servizio nella zona per ritirare la spazzatura;
  • una tacita intesa – pattuita con la Circoscrizione come sanatoria del parcheggio irregolare – che impegni i “campeggiatori” all’onere della pulizia dell’area circostante al “campeggio transitorio”, pena l’allontanamento assicurato da una vigilanza più continua, anche per scoraggiare chi – e la gamma è ampia – vuol vivere di espedienti illeciti, di furti. 

Soluzioni che da tempo indicano molti dei cittadini “indignati” del quartiere, ma di questo nulla si è sentito in quelle due manifestazioni serali del 29 novembre!

La Circoscrizione Mirafiori Sud e il Comune di Torino, che tanti seminari ha già promosso,  non sono in grado di operare in tal senso? Finora brillano per l’assenza di proposte concrete.

L’occupazione delle case e di locali pubblici è l’altro grande problema di Torino, meno visibile se non per iniziativa dei media. Nella provincia di Torino c’è una grande quantità di alloggi invenduti.  A Torino vivono 442.321 nuclei familiari e le abitazioni censite sono 499.000, quasi 50.000 in più.

  • Giovanni Baratta, responsabile del Sicet Regionale, nell’articolo allegato “Casa e Territorio” fa il punto nazionale e locale.

  • Sul problema di promuove l'inclusione dei Rom, abolendo i ghetti, alleghiamo l'intervista di Miguel Fiorello Lebbiati, giovane attivista impegnato nella promozione dei diritti del suo popolo, rilasciata a Dafne Marzioli e pubblicata su Riforma, il settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste, valdesi.

Allegato:
casa_e_territorio_baratta.doc
inclusione_sinti_rom_lebbiati_riforma.pdf

1 commento
  1. mario dellacqua
    mario dellacqua dice:

    Questi articoli finalmente presentano una visione completa del problema e non si nascondono dietro a demagogie consolatorie del tipo:basta con il buonismo, o retoriche antirazziste e antifasciste che rimuovono la necessità di combinare umanità a legalità. Far pagare il biglietto sul tram e far scendere chi non lo paga non è razzismo, è rispetto della legalità. Istituire linee esclusive per i residenti è un atto di imbecillità che attizza nuova violenza.
    Ciao Mario Dellacqua

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