Bernardo Valli, decano del giornalismo che va a vedere scrive, su La Repubblica, due reportage da Istanbul che aiutano a meglio comprendere l’autoritario del presidente Erdogan, il dramma dei profughi siriani e curdi, il contestato trattato dei sei miliardi con il quale l’Eu ha “appaltato” i diritti dei rifugiati alla Turchia, i ripetuti attacchi alla libertà di stampa e il significato della prima sconfitta subita da Erdogan con il rinvio della sentenza di un Tribunale “amico” che doveva annullare la rimessa in libertà  di due giornalisti, decisa dalla Corte Costituzionale.

Tre milioni di rifugiati, 500mila solo a Istanbul. Ma quelli autorizzati a raggiungere le coste greche saranno 72mila. Così il governo di Ankara diventa la nostra diga, grazie a un patto che scontenta molti. Nella Ue come sul Bosforo. Un “contratto” che fa i conti con dubbi e reticenze perché firmato con un paese che rispetta la fondamentale regola democratica della libertà di stampa e non solo. La Turchia ha convocato l’ambasciatore tedesco per protestare contro una canzone satirica sul presidente Erdogan trasmessa da una tv regionale tedesca. Il testo recita “..odia i curdi come la peste e preferisce bombardare loro piuttosto che l’Is”.

Allegati

  • I demoni della Turchia tra i profughi siriani e la voglia di Europa_Valli_ 30-3-16  
  • La prima sconfitta di Erdogan nella sua battaglia contro la libertà_Valli 26-3-16

Allegato:
i_demoni_della_turchia_tra_i_profughi_siriani_e_la_voglia_di_europa_valli.doc
la_prima_sconfitta_di_erdogan_valli.doc

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