La nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è stata eletta per soli nove voti e grazie all’appoggio di forze a cui la Commissione uscente si era duramente contrapposta. Il nuovo quadro europeo apre la strada a un possibile cambiamento di rotta, con l’abbandono delle politiche nefaste imposte all’eurozona. Così inizia Amtonio Lettieri su sito uguaglianzaeliberta.

Ha suscitato sorpresa e un certo sconcerto l’elezione di Ursula von der Leyen alla testa della Commissione europea con una maggioranza di solo nove voti (383 su 748). La Commissione ha il compito di orientare e far valere le proprie posizioni nei confronti dei governi di 28 paesi dell’Unione europea. Compito vasto e impegnativo in qualsiasi caso. Ma tanto più, quando alla testa di un organismo investito di un compito così vasto la leadership è priva di un significativo riconoscimento.

Ma, in effetti, non è la prima volta che il presidente è eletto con una maggioranza ristretta. La novità deve essere cercata in un’altra direzione. Ursula von der Leyen deve infatti l’elezione ai voti di partiti al governo in Italia (Cinque stelle), Polonia e Ungheria ai quali si era duramente contrapposta la Commissione uscente. In altre parola, si è verificato un inatteso rovesciamento della maggioranza che ha appoggiato la Commissione europea nel corso degli ultimi cinque anni.

Questa non è tuttavia l’unica novità. La più importante è che per la prima volta nei 40 anni di vita del Parlamento europeo, i due partiti chiave, conservatori e socialdemocratici, non hanno la maggioranza. Le maggioranze dovranno formarsi di volta in volta a seconda dei temi e delle posizioni dei governi….

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http://www.eguaglianzaeliberta.it/web/content/eurozona-una-nuova-stagione-%C3%A8-possibile

 

Allegato:
eurozona_una_nuova_stagione_e_possibile_lettieri.doc

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