Luciano Angelini in Elogio dell’ostinazione – prefazione all’album “1944, l’anno della storia”, un’idea di Giovanni Burzio, segretario dell’Ust Cisl di Savona nel secolo scorso – descrive la personalità di Giovanni, che festeggia i 90 anni con un iniziativa popolare domenica 16 giugno a Savona. La storia di Burzio richiama la figura di sindacalisti d’altri tempi, forgiati durante la Liberazione, nella Cgil unitaria e poi nella difficile nascita della Cisl. I tempi sono radicalmente cambiati e con essi anche il ruolo e il modo di fare  sindacato, ma i valori sui quali  scrive Angelini servono ancora per l’oggi. Così inizia. Ostinato. Ma non solo. Inesauribile, e ostinato, nel progettare. Tenace, e ostinato, nel realizzare quello che ha in mente. Idealista, e ostinato, nella fede politica. E non solo. Ostinato e, sotto traccia, passionale: nei sentimenti, vicini e lontani. Coraggioso, e ostinato, nel difendere le sue idee, tra insidie e avversità. Mai rassegnato. In ogni stagione della sua vita. Da bambino, figlio di ferroviere, cresciuto a pane e antifascismo. Da ragazzo, testimone consapevole ma impotente degli orrori della guerra (i bombardamenti, i sacrifici da sfollato, l’incubo dei rastrellamenti, la lotta partigiana, le fucilazioni). Ostinato nel non voler lasciare disperdere, né far calare nell’oblio, che tutto sembra appannare, il patrimonio di esperienza e di idee. Fedele, e ostinato, nell’impegno tenace di trasmettere e trasferire i suoi ricordi giovanili di quel terribile 1944 a quanti lo ascoltano e seguono da tempo con amicizia e, diciamolo, pazienza biblica.

Ostinato da studente delle Industriali con una inesausta passione per i treni, in ricordo del padre ferroviere in anni difficili, gli aerei e i fumetti (come appare in tutta evidenza in questa sua ennesima fatica editoriale). E ancora da giovane ufficiale dell’Aeronautica, entusiasta e sempre alla scoperta di uomini ostinati come lui e tecniche applicate alle macchine volanti, ma anche di amicizie sincere e sicuri punti di riferimento.

Da uomo di fabbrica capace di portare la sua conoscenza e le sue intuizioni in aziende leader come Piaggio (oggi, che mesto destino, sull’orlo del baratro) e Ferrania (patrimonio italiano del fotosensibile e della radiografica rimasto solo nella storia del grande cinema in bianco e nero da Sciuscià a Roma città aperta, da Paisà alla Ciociara).

Da combattivo rappresentante di un sindacato, la Cisl, guardato con diffidenza e talvolta sopportato, ostinato e capace di districarsi tra le lusinghe e gli intrecci del padronato, abile nel sottrarsi al cono d’ombra dell’amico-rivale Armando Magliotto, l’indimenticabile leader dell’armata Cgil, della serie c’era una volta, ma soprattutto in grado di interpretare e tutelare le crescenti esigenze dei lavoratori. Ostinato protagonista, spesso osteggiato, soprattutto tra le mura amiche, nella sua spesso velleitaria ricerca dell’unità sindacale.

Ostinato leader del sindacato savonese, visionario, prim’ancora che rivoluzionario, in una Cisl dalle molte anime, capace di raccoglierne le nuove sfide a metà del guado nelle lotte operaie; cattolico ribelle, lui ex boy scouts, nel rivendicare la sua scelta di impegno politico nell’approdo alle sponde socialdemocratiche (come non ricordare la lettera pubblica al vescovo Parodi per motivare la sua presa di distanza non solo politica dalla Dc). (…) per continuare aprire l’allegato

 

Allegato:
elogio_dellostinazione_angelini_burzio.doc
la_festa_a_oltreletimbro_savona_16_giugno.doc

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