Dopo il “concertone”
Perchè i giovani “rispondono” con partecipazione di massa solo per il Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma? Un evento che la Cgil, Cisl e Uil, promuovono con grande successo ininterrottamente dal 1990. E poi? E’ una bella festa, che finisce a mezzanotte. Nella quotidianità il sindacato rimane scollegato dai giovani, dal loro modo di pensare, dalla loro indignazione contro le ingiustizie e la prepotenza dei potenti, che si manifesta episodicamente anche con modalità sorprendenti. La musica e le canzoni trasmettono emozioni. I messaggi sindacali no, non scaldano i cuori neppure quando abbiondano di retorica per sostenere obiettivi minimali.
Vi proponiamo alcune riflessioni, su eventi sui quali molti e diversi sono stati i commenti.
Nelle celebrazioni del 25 aprile, della Liberazione, il sindacato confederale è stato incapace di affermare unitariamente, mettendoci come si dice “la faccia”, che “i morti le affermazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa Larussa Alcune riflessioni “Quando ero ministro della Difesa […] andavo a rendere omaggio al monumento […] ai partigiani […] poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana. Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione […] E lo rifarei”. [1]
La Russa ha sintetizzato il concetto con frasi come “Onoriamo i caduti di tutte le guerre” e “Commemorerei non solo i partigiani”. Queste posizioni hanno suscitato polemiche, con le opposizioni che criticano l’equiparazione tra partigiani e repubblichini.
Nell’Amaca del 22 aprile 2026, intitolata “25 aprile, un’esclusione comprensibile“, Michele Serra interviene sulle dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva espresso la volontà di rinnovare l’omaggio sia ai partigiani che ai caduti della Repubblica di Salò. [1, 2]
Ecco i punti chiave della posizione di Serra:
- Netta distinzione: Serra argomenta che è necessario distinguere i partigiani dai repubblichini, sostenendo che i primi morirono per la libertà e la democrazia.
- Il contesto della RSI: Riguardo ai caduti della Repubblica Sociale Italiana (Salò), Serra ritiene che morirono per “dubbie questioni di ‘onore patriottico'” e sostiene che la loro esclusione dalla parificazione celebrativa sia comprensibile.
- Polemica del 2026: La sua analisi risponde alla posizione di La Russa del 21 aprile 2026, il quale aveva dichiarato di voler portare una corona sia al monumento dei partigiani che al Campo 10 di Milano (dove sono sepolti i caduti di Salò) in nome di una presunta “pacificazione”. [1, 2, 3]
Serra, con questo scritto, ribadisce la fondamentale differenza storica e morale tra chi ha combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo e chi ha scelto di restare al fianco della RSI. [1, 2]
Il pragmatismo è un movimento filosofico nato negli USA a fine XIX secolo che pone l’azione e l’utilità pratica al di sopra della teoria astratta. Sostiene che il valore di un concetto o di una credenza risiede nelle sue conseguenze concrete e pratiche, definendo la verità attraverso il successo dell’applicazione.
Ecco i punti chiave del pragmatismo: Focalizzazione sui risultati: Il significato di una teoria coincide con gli effetti pratici che essa produce. Contro le astrazioni: Rifugge da dogmi e sistemi filosofici chiusi, preferendo l’analisi empirica.
Esiste in realtà una profonda differenza concettuale rispetto alla ragione kantiana essenzialmente formale ben diversa dalla
ragione pragmatica che viene intesa come un processo di intervento attivo sulla realtà.
Coscienza morale che agisce prendendo parola che diventa azio ne quando riesce a spostare opinioni e comportamenti che ristagnano nell’apatia o nella convinzione che “non si può fare nulla”. Attivare parole forti…
Un sindacato se smarrisce il ruolo di creare una coscienza morale a difesa del diritto internazionale, degli organismi sovranazionali, della solidarietà internazionale tra lavoratori imbocca un bivio che progressivamente lo porta al pragmatismo corporativo che indebolisce l’azione per svolgere un’efficace contrattazione categoriale e confederale.

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