• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a X
Sindacalmente
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • SCRIVI LA TUA
  • EVENTI
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
redazione
Globalmondo

Disarmo integrale

Di fronte alla violenza di una invasione contro la sovranità di un paese oltre alla resistenza civile e  armata del popolo aggredito devono essere ben viva le iniziative della politica internazionale, di intermediazione e della ricerca del possibile compromesso sotto l’egida dell’Onu. La guerra in Ucraina ha invece rinvigorito, finora, la strategia di chi – sia nella Nato, sia nella Russia, sia in Ucraina- ricerca la soluzione confidando sul conflitto esclusivamente militare, sulla guerra di logoramento o di sfiancamento che sia. E’ ritornato in auge, per i grandi decisori politici e militari, il pensiero del generale-scrittore austriaco Carl von Clausewitz, diventato famoso per il suo trattato teorico sulla guerra, Vom Kriege (1832-34), sulle strategie militari e sulla politica affermando che “…la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”.

E’ quanto è sotto i nostri occhi e sono ancora troppo poche le voci per contrastare questo disastroso orientamento; tra queste quella di Papa Francesco che con l’inedita iniziativa degli ultimi giorni, la lettera aperta a L’Espresso, invoca un disarmo mondiale perché quando si riempiono gli arsenali prima o poi si trova una motivazione, una “giusta causa” per utilizzare le armi, qua e là nel mondo,  svuotando così gli arsenali per poi riempirli nuovamente con armi più moderne e costose, garantendo così alle principali multinazionali grandi business e profitti ingenti. La voce di Papa Francesco è considerata nobile ma eclettica, semplicemente perché è controcorrente alle troppe bugie del politicamente corretto che consiglia e ripete l’antico detto “..se vuoi la pace prepara la guerra”.

Chi prende parola per proporre vie alternative alle cosiddette guerre di logoramento o a “bassa intensità” – o altrimenti denominata (non solo Putin “battezza” con altri nomi il ricorso alle armi, lo hanno fatto più volte anche Usa e Nato in nome della libertà e dei diritti) – è di norma classificato come un’ingenua “anima bella” oppure come un imbelle, un complice (oggi di Putin) o un “panciafichista”, secondo la celebre espressione mussoliniana. Si legge a proposito nella Treccani: s. m. e f. e agg. [alteraz. polemica di pacifista, dalla locuz. (serbare la) pancia (per i) fichi «evitare vilmente il pericolo, tenere molto alla propria pelle»] (pl. m. –i), spreg. – Pacifista; il termine è stato coniato polemicamente per indicare coloro che allo scoppio della prima guerra mondiale erano contrarî all’intervento italiano nel conflitto. Anche come agg.: politica p.; atteggiamento panciafichista.    

Apparteniamo all’Occidente, lo difendiamo perché, più che in altre parti del mondo, sono state definite in queste società: costituzioni, leggi, diritti sociali e civili, libertà di stampa e di parola, di religione, di costumi, di pluralismo (associazioni e sindacati), che consentono iniziative, mobilitazioni, manifestazioni sindacali e sociali per la giustizia, per l’eguaglianza, per diversi modelli di sviluppo. L’Occidente è certamente in declino rispetto alla sua storia ma ci sono strumenti istituzionali e diritti per contrastare: corruzione, illegalità, ingiustizie, disuguaglianze, arbitrii e dintorni. Valori e principi che sono alternativi al modello di società, ai principi dogmatici e ai sistema politico richiamati da chi – vedi l’accoppiata Putin-Kirill – ha deciso e “santificato” l’inopinata e sanguinosa invasione dell’Ucraina, costretta alla resistenza civile e armata.

La resistenza armata degli ucraini non è solo legittima per respingere l’aggressore ma necessaria – a nostro avviso – per consentire al legittimo governo eletto dai cittadini di essere parte attiva di un negoziato internazionale – sotto l’egida dell’Onu – che per la sua capacità di condizionamenti e compromessi tra le grandi potenze può definire una tregua con un programma di ritorno delle truppe russe allo “staus quo” ante 24 febbraio 2021, condizione necessaria per avviare un complesso negoziato internazionale sullo status delle due repubbliche (Donestsk e Luhansk), prima autonome, poi separatiste e infine annesse alla Russia, aree dove dal 2014 è in corso una guerra civile, tra ucraini nazionalisti e ucraini russofili con episodi che hanno coinvolto soldati russi (regolari e non). I referendum di Putin sono privi di legalità internazionale e sono stati effettuati con le armi in pugno: il pronunciamento del popolo dovrà avvenire con altre regole e controlli e con le armi deposte. 

Proprio perché sosteniamo la sacrosanta causa ucraina auspichiamo che si metta più fiato nelle manifestazioni al “russian go home “ per riportarli ai confini del 24 febbraio 2021, ricordandoci lo slogan degli anni 70 “yenkee go home” ai tempi della guerra in Vietnam. Pensiamo che la strategia imboccata dai vertici Nato (a guida americana e britannica) per una lunga “guerra di logoramento” sia alla fine perdente per la convivenza nel mondo, per l’unità dell’Europa e in particolare per il popolo ucraino. Per quante armi e carri armati si potranno inviare resta determinante il numero di soldati schierati sul campo di battaglia che le possono impugnare, come pure la possibilità di avvicendare le truppe sui fronti di combattimento. La lunga guerra di logoramento può, forse, avere un senso per Usa e Nato, nella strategia degli imperi in declino, ma è tragica per il popolo ucraino e per il suo futuro che comunque avrà ai suoi confini ridefiniti internazionalmente l’odiato nemico. Più si prolungano i combattimenti maggiore sarà la distruzione,  più famiglie saranno disperse per sempre, più cresceranno i milioni di profughi. La fornace della guerra sforna mostri e odi che dureranno  per generazioni. La fornace si spegne solo con il negoziato e il compromesso su quanto è conteso.

Sostenere la causa ucraiana, significa anche esprimere liberamente un pensiero critico verso chi (nella Nato, nel governo ucraino, nel popèolo) pensa di potere cacciare con le armi i russi dalla Crimea (annessa nel 2014) e solo dopo tale fatto accettare una tregua per un negoziato. Pensiamo  che lo status della Crimea debba essere rinviato nel tempo e definito internazionalmente dopo la tregua e stabilizzazione del Donbass.

Cerca di prendere il volo…..

Pensiamo di rafforzare la sacrosanta causa ucraina e la sua eroica resistenza quando affermiamo di non condividere le critiche rivolte a Papa francesco dall’ambasciatore ucraino in Vaticano, che ha protestato perché alla Via Crucis pasquale hanno partecipato oltre a un ucraino anche un russo, sottolineandole con queste parole: “Dimentica di dire che i suoi parenti sono andati in Ucraina per uccidere, e non viceversa”. Pensiamo che sia un grave errore politico e culturale identificare un popolo con il governo pro tempore che lo rappresenta.

Per quanto qui abbiamo scritto siamo convinti che l’inedita lettera di Papa Francesco., pubblicata su l’Espresso n. 14, del 9 aprile, non sia un’utopia, intendendo per essa la definizione data, nel 2014, dallo scrittore uruguayano Eduardo Galeano “..l’utopia è un orizzonte mobile che si sposta più in là quando ti avvicini…che serve l’utopia? Serve per questo: perché io non smetta mai di camminare..”.

Nella sua lettera Francesco che quell’orizzonte del “disarmo integrale” può essere raggiunto.”..è un sano realismo” per conquistare una vera pace nel mondo.  In allegato il testo di Papa Francesco e articoli correlati pubblicati .

Non alimentare venti di nuove guerre e conflitti come si profila sul versante Taiwan-Cina con l’amministrazione Biden disponibile a soffiare nelle vele, con intese con Teipei per il riarmo. Ha buone ragioni il presidente Macron nel sollecitare l’Europa a non identificarsi con tale politica della crescente tensione.(vedi allegato). Fermare le guerre se si vuole costruire una convivenza pacifica nel mondo che s’impegni attivamente per l’equilibrio climatico del pianeta intaccato gravemente dall’antropologia e dal vertiginoso consumo di energia che surriscalda l’atmosfera producendo catastrofi (siccità e nubifragi) devastanti quanto le guerre.

Link correlati

https://sindacalmente.org/content/carl-von-clausewitz/

https://www.treccani.it/vocabolario/panciafichista/

https://www.vita.it/it/article/2015/04/13/galeano-a-che-serve-lutopia-a-non-smettere-di-camminare/132784/

il principo e il diritto di speranza – Sindacalmente

https://volerelaluna.it/societa/2023/04/11/pacifismo-e-movimenti-per-la-pace-nel-nuovo-millennio/

https://volerelaluna.it/politica/2023/04/13/geopolitica-e-lotta-di-classe/

https://www.micromega.net/cina-e-taiwan-cosa-aspettarsi-della-crisi-in-corso/

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/ne-kiev-ne-mosca-accettanola-proposta-di-dialogo

Articoli correlati

Il-disarmo-integrale-non-e-unutopia_FrancescoDownload
Il-patto-necessario_CacciariDownload
La-via-accidentata-dellONU_TecceDownload
Le-buone-ragioni-di-Macron-per-autonomia-verso-Usa_RivaDownload
LOccidente-deve-cambiare-strategia_Kupchan-Haas_FQDownload
14/04/2023/da redazione
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg 0 0 redazione https://sindacalmente.org/wp-content/uploads/2020/04/logo_sindacalmente_3.jpg redazione2023-04-14 17:27:062023-04-16 01:46:16Disarmo integrale

Sfoglia gli archivi

Italia: politica, economia, società

  • Leggi elettorali pro partiti
  • Cresce poco il Pil…
  • Il voto dei giovani
  • Il dossier Pnrr
  • Tutto il male del mondo
Leggi Tutto

Sindacato Italiano

  • Accordo unitario…in pejus
  • Fine dei contratti pirata?
  • Bruno Buozzi padre dell’unità sindacale
  • Lavoro in «paraschiavitù»
  • Tanti al “concertone” e poi…

Territorio e Politiche locali

  • La periferia al centro
  • Piemonte a rischio retrocessione
  • Un piano per il lavoro
  • Virtù private e peccati pubblici
  • Il lavoro a tempo del covid

Globalmondo

  • Leone XIV, Platone, Asimov…
  • Trade Unions for peace
  • Rimosse le parole S e G
  • La Siemens di Erlangen
  • Perché i fischi alla IA?
  • L’indignazione morale dei giovani
  • Stop al Trattato Ue-Israele
  • Disordine mondiale
  • Quel colono in copertina…
  • Mercato CO2 e ETS

Europa: politica, economia, società

  • Perché la Spagna ci supera?
  • Aumenta il salario minimo in Germania
  • Svolta in Polonia
  • La giusta idea di Europa
  • Svolta Eu pro riders
  • Conferenza europea
  • Il sistema sanitario tedesco
  • La lettera europa
  • Cosa fanno altri paesi
  • La Stella (ntis) brilla per chi?

Crisi: analisi, proposte

  • KEYNES DALL’ALDILA’ – M.Deaglio – colloquio immaginario con il grande economista –
  • SOGNARE L’UTOPIA – F.Pellis – alternativa e progressisti –
  • LE CAPITAL AU XXI SIECLE – T.Piketty – tassare la ricchezza –
  • COME USCIRE DALLA STAGNAZIONE – M.Colitti e V.Comito – la lunga crisi –
  • RITORNO A LEHMAN BROTHERS -V.Zucconi – l’inizio della crisi finanziaria –
  • ECONOMIA IN CADUTA LIBERA -J.Stiglitz – recensione
  • PAROLE E FATTI DELLA FED – M.De Cecco – A&F
  • IN FRANCIA IL BONUS-MALUS PER I CONSUMI ENERGETICI – V.Buscaglione
  • FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –
  • LE BANCHE NON VOGLIONO IMPARARE – M.Onado – finanza e businnes

Follow us on Facebook

Sindacalmente

Per contatti scrivere a: tferigo@gmail.com serafino@etabeta.it

Policy Privacy

Informativa estesa
Collegamento a: L’amico dei “matti” Collegamento a: L’amico dei “matti” L’amico dei “matti” Collegamento a: Piazze in rivolta.. Collegamento a: Piazze in rivolta.. Piazze in rivolta..
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito non utilizza cookie di profilazione. Utilizza invece cookie tecnici e di terze parti legati alla presenza dei “social plugin” e del rilevamento delle statistiche di accesso. Premendo "Approva" o proseguendo con la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di più Leggi anche la nostra informativa sulla privacy.

Approva

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Cookie di Google Analytics

Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia in forma aggregata per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.

Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Altri cookies

Sono necessari anche i seguenti cookie - Puoi scegliere se permetterli:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy Policy