Nella settimana i media hanno fatto da megafono alle ragioni del rinnovato Sì governativo al progetto della Torino-Lione  ed agli aut-aut istituzionale per le contestazioni dei No-Tav che vanno oltre la legalità. Con una certa enfasi è stato scritto “Il governo cala il suo asso: un documento che riassume in 14 domande e altrettante risposte i motivi per dire sì al Tav Torino-Lione nella nuova versione low cost”. Secondo il Governo sarebbero solo due i Comuni italiani (?!) che si oppongono all’approvazione della priorità e del progetto presentato. Intanto il Presidente della Regione Cota convoca per Lunedì 12 marzo tutti i sindaci ( Si Tav e No Tav) per discutere sulle compensazioni e sul piano strategico che dovrebbero accompagnare la realizzazione dell’opera.

Abbiamo scelto tre articoli: l’intervista di Corrado Passera ( che riassume i contenuti illustrati dal Presidente dell’Osservatorio Virano al vertice con il premier Monti), le repliche di Mario Cavargna (Presidente di Pro Natura Piemonte che ha scritto le 150 ragioni tecnico-economiche-ambientali che motiva il no tav) e di Angelo Tartaglia ( docente politecnico, esperto all’interno dell’Osservatorio fino al 2009).

C’è parecchio da leggere, ma se porrete la dovuta attenzione, senza correre, vi accorgerete che per più punti fondamentali,  tra il Sì e No Tav è un confronto asimmetrico che può ben essere rappresentato dalla metaforica frase del viandante che interrogato su “ Dove vai?” risponde con un disinvolto “Porto pesci”.  Si potrà constatare che a chi interroga su decisivi quesiti per il trasporto merci ad alta velocità si risponde con argomenti dell’alta velocità passeggeri, tra l’altro abbandonata come asse portante del progetto ribattezzato Nuova Linea Torino Lione (NLTN) e non più AV Torino-Lione. Ovvero, nel caso, è il governo che risponde con  “porto pesci”. O no?

In allegato il testo delle tre interviste

Allegato:
le_interviste_di_passera_cavargna_e_tartaglia.doc

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