Le leggi si applicano per gli avversari, s’interpretano per gli amici. La Costituzione e le Sentenza della Consulta vanno bene purché siano “a la carte” ovvero si prende solo ciò che serve, così  come pure per il progetto di riforma Renzi che può rappresentare una svolta storica se il tris rimane integro: legge elettorale-superamento del bicameralismo perfetto-modifica Titolo V . Prendere ciò che serve e la doppia regola sono due modi di stare nella politica "spregiudicata", sono due “virus” che da tempo hanno cambiato in peggio la politica, la vita dei partiti, il costume degli italiani. Due virus particolarmente virulenti dopo la Sentenza della Consulta del 14-1-14, che tutti commentano ma raramente ne citano i testi. Tutto ciò in un quadro politico con un Parlamento giuridicamente legittimo ma politicamente delegittimato.

Così può accadere che Piero Fassino – presidente dell’Anci ovvero dei circa 8.000 Comuni italiani – dichiari con la sicurezza di chi pensa di essere “in sintonia” con la Consulta quanto segue «Il Pd, voglio ricordarlo, non ha mai sostenuto sistemi elettorali che reintroducessero le preferenze. Il sistema delle preferenze fa si che la competizione sia tra candidati della stessa lista, mentre il sistema a collegi – sia con gli uninominali del Mattarellum, che con i plurinominali di Renzi – fa si che la competizione sia tra partiti e candidati di schieramenti diversi e alternativi. Proprio perché il sistema delle preferenze si era tradotto in una corsa spasmodica tra candidati della stessa lista si sono generati la lievitazione dei costi delle campagne elettorali e fenomeni di degenerazione clientelare che nessuno può avere interesse a reintrodurre». (vedi testo completo dell’intervista a L’Unità del 28 gennaio, allegato). Così pure Roberto D'Alimonte, il teorico che ha collaborato alla  proposta di modifica elettorale, in "Preferenze e demagogia" su il Sole del 30 gennaio (allegato)

Ma la Consulta ha sentenziato ben altro al proposito delle liste bloccate, il terzo punto così recita “dichiara l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati.

Ci vuole forse un’interprete per capire che l’elettore oltre riconoscere i candidati debba anche poter scegliere a chi dare la preferenza? Solo se c'è un coleggio uninominale il voto di lista coincide con la scelta della preferenza, diversamente non si può ignorare il problema costituzionale.

Così può accadere che i voti raccolti da un partito in coalizione che non raggiungono la soglia del 4.5% non consentano di partecipare alla ripartizione dei seggi ma servano alla coalizione per il conteggio del quorum per il premio di maggioranza.

Certo le soglie che hanno consentito alla coalizione vincente di Romano Prodi di essere composta da ben 13 piccoli partiti vanno ritoccate all’insù ma non così tanto per cucire un vestito su misura per  i re principali partiti. Un punto percentuale, secondo i voti validi delle ultime elezini 2013, è poco più di 350.000 voti, quindi un partito – se in coalizione – per avere diritto alla ripartizione dovrebbe essere votato ( con la nuova proposta del 4.5%) da oltre 1.575.000. Troppo elevata?  Non è questa la "tagliola" più preoccupante ma quella della soglia dell'8% ( oltre 3 milioni di voti) per i partiti he si misurano da soli e quelal del 12% ( oltre 4,2 milioni di voti) per le coalizioni. Di fatto la riforma è ritagliata e salvaguarda solo  tre soggetti dell'attuale complesso scenario politico (Pd. Forza Italia e M5S). E se diminuisse come auspicabile  l'astensione occorrerebbero ancora più voti per partecipare alla ripartizione dei seggi. Nel 2013 i voti validi furono 35.271.541 e l'affluenza il 75,19%. Vedi link sottostante

http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2013

Per approfondire, per seguire e partecipare al dibattito che si è aperto sulla nuova legge elettorale ( indubbiamente urgente e necessaria) che ha iniziato l’iter parlamentare alleghiamo alcuni articoli.

  • Il testo finale della Consulta che dichiara l’illegittimità su tre questioni
  • Il testo integrale della  Sentenza della Consulta pubblicata il 14-1-2014
  • La scheda sulla nuova legge elettorale come proposta il 29 gennaio
  • L’intervista di Piero Fassino sull’Unità del 28 gennaio
  • Soglie di sbarramento: modello tedesco e legge Calderoli-Procellum
  • L’appello di Stefano Rodotà e altri 28 giuristi e costituzionalisti
  • Tre rebus per il sistema elettorale – scheda La Stampa 27-1-14
  • I Referendum sul sistema elettorale  del 1991 e del 1993
  • Prefernze le opinioni cambiano_Jacoboni_La Stampa
  • Preferenze e demagogia di Roberto D'Alimonte 30 gennaio

Allegato:
i_tre_punti_illegittimi_consulta_14-1-14.doc
testo_sentenza_consulta_su_porcellum_14-1-14.pdf
il_testo_in_discussione_alla_camera_29-1-14.doc
fassino_sostiene_litalicum.doc
sistema_tedesco_soglie_di_sbarramento.doc
appello_rodota_e_altri_28.doc
tre_rebus_per_il_sistema_di_voto_27-1-14.doc
referendum_per_preferenza_unica_del_1991.doc
referendum_1993.doc
le_opinioni_cambiano_preferenze_jacoboni.doc
preferenze_e_demagogia_dalimonte.pdf

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