Astrazeneca o Aspirina che c’azzecca? Non indugiamo di certo a prendere un’aspirina per calmierare un momentaneo malessere, invece, dopo le notizie di queste settimane, è salito il numero di timorosi al vaccino AstraZeneca che può avere eventi avversi, anche trombosi, di gran lunga inferiori all’Aspirina.

Quanti ripetuti ritardi….venduto più volte!?

Il presidente della Società di ematologia (Sie) Paolo Corradini lancia un appello per far uso di AstraZeneca ricordando che non esiste il rischio zero “..che tutti i farmaci hanno effetti collaterali e comportano un margine di rischio. L’aspirina, ad esempio, ha sicuramente effetti collaterali con un frequenza maggiore di quella segnalata per il vaccino anti-Covid..”.

Avverte, “La possibilità di incorrere in un decesso a causa di Covid-19 è molto più alta rispetto al rischio, bassissimo, di eventi collaterali gravi legati al vaccino”. Una questione di rischio-beneficio che vale anche per gli altri farmaci: “Ad esempio, episodi che possono essere banali ma anche seri per l’aspirina si verificano in media in 2 persone ogni mille l’anno che ne fanno uso. Se pensiamo che la frequenza di trombosi nella popolazione generale è pari a 1.07 per mille persone e che gli eventi trombotici rari segnalati dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno una frequenza di 1.07 per milione…”. Un altro esempio, spiega, ”…è legato ad un atto che spesso ci appare banale, quale è l’anestesia in un intervento chirurgico, piccolo o impegnativo che sia: anche un’anestesia locale, infatti, può registrare in media un evento di decesso ogni 200mila casi.” Pertanto firmiamo le necessarie liberatorie in fase di pre-ricovero.  (vedi articolo allegatoAspirina comporta più rischio di AstraZeneca”).

Per diminuire ulteriormente il rischio, già molto basso, dopo le comunicazioni dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA, European Medicines Agency),che ha accertato la maggior incidenza di trombosi nella fascia 35-45 anni (più donne che uomini), ora il ministro della Salute Speranza ha emesso una circolare con l’indicazione di utilizzare AstraZeneca per over 60. Questa indicazione è stata concordata con Francia, Spagna e Germania. (vedi allegato).

Un fiume di parole e articoli per questo basso rischio e molto silenzio o al massimo sulle parole di coda di un dibattito sulla rinuncia o sul fallimento dei tracciamenti, vera e unica strada di prevenzione per isolare precocemente i focolai, consentendo  brevi quarantene e cure a domicilio evitando di mandare in super lavoro o in tilt pronto soccorsi, ricoveri e terapie intensive. Poiché poco ancora si conosce sulla durata di protezione dei vaccini e relative varianti del virus, il problema dei tracciamenti si ripropone per l’immediato futuro. In allegatoPerché è stata abbandonata Immuni”.

Molte giuste polemiche e accuse verso i Big Farma tra i quali c’è chi può aver venduto due-tre volte le stesse fiale – sono parole di Mario Draghi in conferenza stampa -, ritardando le consegne promesse a paesi europei e tra questi il nostro, ma  purtroppo ancora poche sono le voci perché i brevetti dei vaccini siano resi liberi per consentire la produzione in tutti i paesi. Sono ben 130 i paesi senza vaccino come documenta l’articolo di Doloiso “Coronavirus 130 paesi senza vaccino” su L’Avvenire. https://www.avvenire.it/mondo/pagine/130-paesi-senza-vaccini-coronavirus e Il Premio Nobel per la pace Mohammad Yunus, chiede al WTO di rendere liberi i brevetti per la produzione dei vaccini. (v.allegato).

Rita Cantalino, su MicroMega, racconta La Giornata della Salute, svolta il 7 Aprile, dedicata alla sospensione dei brevetti: nei Paesi più poveri 9 persone su 10 non riusciranno ad accedere al vaccino entro l’anno. Siamo a un bivio: o i brevetti o la vita. https://www.micromega.net/brevetti-giornata-mondiale-salute/

Il professor Silvio Garattini: «non favorisce la fiducia nell’Ema il fatto che le industrie farmaceutiche, attraverso i loro pagamenti, supportino oltre l’80% del bilancio dell’Agenzia europea per i medicinali. Sarebbe molto meglio se il suo bilancio fosse sostenuto direttamente dal bilancio della Ue che a sua volta potrebbe riscuotere tasse dall’industria farmaceutica». Prima di insediarsi al vertice esecutivo dell’Agenzia, la sua direttrice ha lavorato per la lobby del farmaco raccolta nella Efpia. https://italialibera.online/porte-girevoli-europee-astrazeneca-emer-cooke-e-la-lobby-del-farmaco/

Per maggior informazione leggere tutti gli articoli correlati in allegato

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