70 anni di impegno, di studio, di lotte per l'unità dei lavoratori e per i diritti di chi ne ha poco o nulla. Ha iniziato presto ed ancora non demorde Alberto Tridente nonostante sia prossimo alla quota 80. Il libro che sarà presentato, per iniziativa dell'editore Rosemberg, Lunedì 13 febbraio ore 18 al Circolo dei Lettori, in Via Bogino a Torino, con la partecipazione di Migone, Laudini, Ciafaloni, Airaudo, è qualcosa in più di un'autobiografia. E' il racconto del Novecento, il secolo definito in più modi, narrato da un uomo, infaticabile e tenace interprete dei propri valori ed ideali. Alberto Tridente è un personaggio pubblico, un protagonista del mutamento profondo della Fim-Cisl Torinese e della Cisl cittadina. Un sindacalista che si preferisce ricordare più per la vocazione all’internazionalismo sindacale che non per la sua grande impresa, con Carlo Donat Cattin e molti altri valorosi sindacalisti di fabbrica, di “strappare” la Fim-Cisl all’aziendalismo compromissorio della Fiat (ancor oggi in agguato). Alberto è diventato protagonista nello scenario internazionale perché prima è stato un sindacalista dell’unità d’azione rompendo steccati che sembravano insormontabili: bisognava avventurarsi su percorsi impervi per i quali servivano coraggio e sognare orizzonti diversi.

Gian Giacomo Migone nella sua bella prefazione al libro ricorda un fatto. Di ritorno da un’assemblea in una fabbrica quasi tutta di operai immigrati dal Sud, Alberto raccontò che  un dirigente o capo di quella fabbrica aveva apostrofato quei lavoratori con : “…sporchi meridionali”. E loro, aggiunse Alberto. stavano scioperando “per avere le docce”;  così gli scioperanti di rimando dicevano “…non saremo più sporchi”. Sottolinea Migone che in quella circostanza Alberto non poteva non ricordarsi della tagliente frase del suo maestro delle elementari, quando consegnandogli la  pagella di terza, lo indicò ai presenti: “Tridente è bravo, ma è anche sporco!”. Già, andava a scuola ma doveva  'fare legna' e decine di altri lavori, per una famiglia numerosa e povera. Alberto è stato ed è ancora un grande autodidatta, di stampo unitario nell’animo e nella mente, nel sociale e nel sindacato: per anni ha incontrato dirigenti, politici e diplomatici e molti operai. Con loro credo che abbia sempre dialogato con la stessa attenzione e semplicità che si è potuto constatare in tante occasioni. Anche quando si arrabbia.  Non è certo l’unico caso ma non sono molto diffusi.

Alberto aveva pensato ad un titolo un po’ diverso per la sua autobiografia “Settanta anni di corsa” poi, come accade, l’Editore ha fatto prevalere la sua scelta più accattivante – si dice – per il mercato. Ora il titolo è “Dalla parte dei diritti, settanta di lotta”. Va bene, tanto Alberto corre ancora!

 

Allegati

  • La prefazione di Gian Giacomo Migone
  • L'indice di "Dalla parte dei diritti, settanta anni di lotta"
  • L'invito per la presentazione del libro  del 13 febbraio ore18
  • Un precursore dell'unità sindacale di Vittorio Rieser
  • Un sindacalista controcorrente di Mario Dellacqua

Allegato:
Prefazione di GianGiacomo Migone.doc
Indice del libro.doc
UN PRECURSORE DELL’UNITA’ SINDACALE_Rieser.doc
dallapartedeidiritti_13febbraio.pdf
un_sindacalista_controcorrente_dellacqua.doc

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