8 marzo, molta strada fatta e da fare

Tra le dichiarazioni più significative per la giornata mondiale della donna c’è stata quelal di Laura Mattarella, che ha sottolineato la grande divaricazione che esiste tra le conquiste legislative sulla parità e la realtà della vita economica, sul lavoro e nella famiglia (vedi testo). Integriamo questa valutazione con le tre interviste di DAcia MAraini, RitannaArmeni e Livia Turco rilasciate all’Unità. Interessante anche l’articolo su Il Sole. E il sindacato? Un po’ poco quanto dichiarato dalla Cisl, quidata da ….. due donne. Infine alleghiamo due immagini significative per la storia passata, quando iniziò la giornata internazionale della donna e per la storia odierna dove vengono uccise ancora donne, giovani ragazze.

una nota che ricorda Riduttiva e con quanto scritto su Il Sole un articolo , che sono . Alleghiamo il testo e l’audio-video.

E allora: il primo voto alle donne – spiega- ha avuto “un significato molto importante, perché è stato la conclusione di un percorso molto lungo che ha portato finalmente al riconoscimento del ruolo delle donne nella società italiana”.   Una società che ancora fa fatica a riconoscere alle donne un ruolo di primo piano: “manca ancora molto”, osserva. “Sulla carta abbiamo una parità piena, ma nei fatti dobbiamo fare ancora tanta strada” e “la differenza salariale tra uomini e donne ne è un esempio lampante”. Non solo: “Abbiamo poche donne al vertice e sono viste come eccezioni, quindi abbiamo grandi titoli di giornale o di telegiornale per la prima donna presidente della Corte Costituzionale, la prima presidente di Cassazione, o la primadonna presidente del Consiglio, ed è giusto che sia cosi, per il traguardo raggiunto, ma vengono ancora viste come eccezioni”. E dunque, osserva Laura Mattarella, “la vera parità sarà raggiunta solo quando delle donne arrivate ai vertici si parlerà per il curriculum e non come eccezioni”.  

 Ma in questo senso si progredisce al rallentatore: “I ruoli -spiega – devono essere assolutamente riequilibrati. Non può esserci un modello maschile sul lavoro e un modello femminile dentro casa. Serve ancora un lungo lavoro a livello culturale e sociale, serve un impegno costante a livello educativo e formativo di tutti, uomini e donne, perché la parità sia veramente effettiva. Fino a che tutte le donne non riusciranno ad emergere – spiega – l’intera società italiana risulterà impoverita”. Un percorso che deve passare per forza di cose, anche per una nuova concezione della maternità. Ancora vissuta come un ostacolo nel mondo del lavoro. “Io – ammette Laura Mattarella – l’ho vista in questi termini. E’ stato difficile contemperare, difficile trovare un equilibrio… Non è facile per nessuna trovare una soluzione. Non c’è una regola, ogni donna deve trovare da sola il proprio equilibrio e molto dipende dal mondo che hai intorno, sul lavoro e a casa. Ma tranne pochissime eccezioni – conclude amaramente – non conosco una donna, nessuna amica, che non mi abbia detto di aver pagato la maternità sul piano lavorativo”.

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