A 15 anni di distanza dalla riforma delle pensioni (Legge Dini del 1995)  tutti i fattori che dovevano, nelle intenzioni delle parti sociali e del legislatore di allora, caratterizzare positivamente quel cambiamento strutturale del sistema previdenziale ( il passaggio dal sistema retributivo a contributivo) sono profondamente mutati e per le nuove generazioni la prospettiva previdenziale è sempre più incerta. Infatti in questi anni è aumentato il lavoro a basso reddito ( quindi anche contributi sono stati e saranno più poveri), la saltuarietà dei periodi lavorativi, il lavoro in nero o non coperto dalla contribuzione.

La stessa previdenza complementare che doveva fare da supporto ed integrare la minor rendita previdenziale del sistema contributivo  è partita con molto ritardo ed è tutt’ora zoppicante. Il sistema previdenziale risulta sempre più condizionato negativamente dall’andamento del mercato e dall’indice del PIL .che può determinare una penalizzazione del montante dei contributi. I giovani ed i quarantenni, cioè tutti coloro  a cui si applica il sistema misto ( in parte retributivo e poi dopo il 95 contributivo) o solamente contributivo ( che rivaluta meno il montante dei contributi versati rispetto al sistema retributivo  ante 95)  subiranno da gennaio 2010 una riduzione dei coefficienti ( quindi una minor rendita pensionistica) a causa dell’invecchiamento della popolazione (aspettativa di vita).

Cosi non va, Troppe cose sono cambiate dal 1995 ed è per questo che durante il Governo Prodi – quando i sindacati concordarono il superamento del cosiddetto scalone introdotto dal precedente governo Berlusconi –  venne assunto l’impegno formale di costituire una Commissione per esaminare l’adeguamento dei coefficienti ( verifica prevista dalla Legge Dini con cadenza decennale) che doveva essere fatta nel 2005 ed era sto deciso di farla slittare al 2010. L’adeguamento non avrebbe dovuto comportare peggioramenti per le pensioni delle nuove generazioni. La Commissione non è stata fatta, i coefficienti sono stati adeguati automaticamente al ribasso il che significa che le pensioni che sono in maturazione saranno tagliate cioè consentiranno una rendita minore di diversi punti percentuali rispetto al calcolo fatto con i coefficienti attualmente in vigore.

Tutto ciò avviene nonostante che il bilancio dell’INPS  del 2007 abbia registrato circa 10 miliardi di euro d’attivo, quello del  2008 oltre 13 miliardi, ed anche per il difficile anno del 2009 si prevede un attivo di circa 8 miliardi, che dovrebbe ripetersi nel 2010.

Ritorneremo, con dati e tabelle,  su questo tema così importante per i lavoratori con pensioni maturandi ed in particolare per le giovani generazioni. Abbiamo sfogliato l’unico quotidiano sindacale che esista in Italia, e pare nel mondo, ma non abbiamo trovato notizie sul taglio delle pensioni per opera …dei coefficienti. La mancanza d’informazione su  “Conquiste del lavoro” e lo scarso dibattito nella Cisl – la Cgil ha tenuto un suo seminario nazionale su queste problematiche, la Uil non sappiamo – è un brutto segnale per l’autonomia del.organizzazione, così pure il silenzio del quartier generale confederale sul fatto che Tremonti utilizzi i fondi del TFR per  la Finanziaria 2010. Urge prendere parola!

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Quannto scritto è vero, perchè è scomparso dal dibattito sindacale sia per la Cisl, sia per la Cgil e per la Uil. Ed i partiti ?

    anonimo  27-2-10

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *