“L’amore, la politica e la fede hanno una caratteristica comune, un’assonanza insospettabile: chi guarda a queste esperienze dall’esterno, chi non ne ha attraversato direttamente il travolgimento, le considera un’emozione che o c’è o non te la puoi inventare. Sono viste come grandi passioni date a qualcuno e negate ad altri: o ami o non ami; o credi o non credi; o sei appassionato alla lotta o ti interessa altro. Come la pioggia, che ti bagna oppure non ti bagna e non dipende da te. Ma – fu il mio pastore a spiegarmelo – la fede non è un afflato, un ‘sentire’ più o meno forte, più o meno passeggero: la fede implica disciplina, applicazione, dedizione, speranza, fatica. La fede la si gioca nei momenti di incredulità, non di estasi religiosa. E così è dell’amore, che si gioca quando l’altro ti delude o ti stanca, o semplicemente ti infastidisce e non nell’estasi del desiderio o della complicità istintiva. E così è anche della politica, la cui partita si gioca davvero nella quotidianità e non nell’esaltazione di un grande corteo o di una vittoria elettorale”.

FRANCESCA SPANO, Con rigore e passione, Claudiana, Torino 2010, p.63.

Francesca Spano era un’insegnante di Lettere al Buniva di Pinerolo. La sua identità nasceva da un misto singolare e inquieto di ebraismo, protestantesimo e comunismo. Libera e irriverente di fronte a tutti i dogmi, amava ascoltare, ridere e fare sul serio di fronte alle domande sempre più atroci del nostro tempo. Claudio Canal ha scritto che sapeva “letteralmente inzupparsi delle altre persone”. Con Claudio Canal ed Alberto Tridente è venuta a None nel dicembre 2006, su invito del circolo rifondarolo, per riflettere sull’invasione di Ungheria 50 anni dopo. Francesca ci ha lasciati il 15 luglio 2007.

Questa nota è a cura di Mario Dellacqua
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *