Carola Frediani e Michele Sasso, su La Stampa, pubblicano un’inchiesta sui lavori “low cost” che riguardano migliaia di lavoratori, senza diritti, e ore di lavoro non pagate. Si tratta di lavori faticosi e pagati male, una sorta di graduatoria di “occupazioni da incubo”, incrociando studi e dati ufficiali Inps e sui minimi di settore, interviste con sindacati e lavoratori. E’ una fotografia di un mondo con poche regole e ancora meno tutele. Il sindacato è distante da questi lavoratori, non ha ancora modelli organizzativi per collegarli e raggiungerli. Questi lavoratori poco vedono, o non vedono per nulla, i sindacalisti. Inchieste come quella allegata dovrebbero essere il “pane quotidiano” per la “macchina” organizzativa delle principali confederazioni sindacali, che dispongono di ragguardevoli organigrammi a pieno tempo. Per la Cisl, ad esempio, sono sui 6.000 i segretari ai vari livelli categoriali e territoriali, poi ci sono i tanti operatori a pieno temo o a tempo parziale.

Il sindacato confederale (Cisl, Cgil, Uil) rimanda la sua riorganizzazione per raggiungere questi lavoratori “invisibili” ora scarsamente raggiungibili per l’operatività quotidiana sindacale. E’ certamente insolito per la storia sindacale italiana che questi lavoratori siano prima contattati e “raccontati” da cronisti de “La Stampa”, o da Gad Lerner con le sue inchieste a puntate su Rai tre (ad orari impossibili!), e assai raramente, dopo, con poca visibilità dal sindacato.

Allegato

Mestieri da schiavi, nei campi e in auto per 4 euro l’ora_C.Frediani e M.Sasso su La Stampa

 

Allegato:
mestieri_da_schiavi_per_4_eu_inchiesta_frediani_e_sasso_stampa.doc

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