La lezione di Torino e la mappa degli esclusi è l’articolo di Marco Revelli, su Il Manifesto. Analizza il voto tra centro e periferie utilizzando la mappa interattiva della Fondazione ISI, disegnata dal centro studi del prof. Mario Rasetti, che consente con un clic di leggere  i risultati in ogni seggio del primo turno e ballottaggio (vedi allegato) . Revelli conclude così il suo articolo. E’ uno scenario per molti versi inedito. Sicuramente ormai compiutamente post-novecentesco. Il quale spiega anche, per molti versi, i deludenti (per usare un eufemismo) risultati nostri al primo turno, perché in effetti, se vogliamo guardare freddamente le cose, dentro un quadro del genere, ormai decisamente <oltre> il piano della rappresentanza così come l'abbiamo interpretata, noi siamo cancellati:Assimilati, in quanto (sinistra), alla famiglia dei nuovi privilegiati, a quelli che hanno trasformato la propria natura fino a mutare geneticamente il proprio Dna, stiamo sul pelo dell'acqua con loro dove sopravvivono (i migliori risultati li abbiamo ottenuti anche noi in centro e precollina) e andiamo sotto con loro man mano che l'elettorato si fa popolare e periferico. Il rapporto tra voto Pd e voto a «Torino in Comune» è, drammaticamente, sinergico anziché «competitivo», a dirci che non c'è travaso, né eredità, da contendere, ma agli occhi dei più un'identità di destino sempre più lontana da chi «sta male» e resta fuori. Una bella lezione, che a Torino più che altrove risuona ben forte.

Allegati

  • La lezione di Torino e la mappa degli esclusi M.Revelli Il Manifesto  29- 6-16
  • Guarda la mappa interattiva Fondazione ISI  G.Guccccione La Repubblica 27-6-16
  • Condannati da un sistema di potere S.Tropea  La Repubblica  26-6-16
  • Opere incompiute sotto la Mole_Repubblica 29-6-16

Allegato:
la_lezione_di_torino_revelli.pdf
mappa_interattiva_isi_del_voto_a_torino_guccione.doc
condannati_da_un_sistema_di_potere_tropea.doc
opere_incompiute_sotto_la_mole_repubblica.doc

1 commento
  1. giulio cometto
    giulio cometto dice:

    Analisi del voto a Torino molto interessanti, i numeri sono molto chiari, una prima timida ammissione di non avere capito che il cosidetto popolo a cominciare da chi vive nelle periferie, i ceti più poveri non credono più in chi a parole( la cosidetta sinistra) dice di solidarizzare con loro, ma poi non provano neppure a tagliarsi una parte dei loro compensi e previlegi.
    Viene naturale a questo punto, secondo me affidarsi ad una forza politica radicalmente alternativa come il Movimento 5 Stelle che in questi primi anni sia come forza d’opposizione in Parlamento, sia come come forza di governo in alcune città ha dimostrato di essere più coerente e credibile nel perseguire una politica poco incline ai compromessi e agli inciuci con i poteri forti (vedi Banche), con cui la vecchia classe politica prosperato in questi ultimi decenni, scambiandosi le poltrone e i privilegi esclusivamente fra di loro, dimenticandosi dei problemi di chi non vive di politica e affari. Ora sta al Movimento 5 Stelle, rispettando le regole che si sono dati dalla loro nascita,(taglio degli stipendi e privilegi “auto blu,ecc.”, limite dei 2 mandati elettorali, divieto di potersi candidare ad altra carica prima di avere finito il proprio mandato, essere incensurati) dimostrare concretamente che un altro modo di fare politica esiste, più vicino ai bisogni e ai problemi della cosidetta “gente comune”. Giulio Cometto

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