L’Espresso del 26 novembre 2016 ripubblica il colloquio straordinario uscito il 2 ottobre del 2003 sull'Espresso, in cui il regista americano Oliver Stone incontrava il leader cubano. Una confessione a tutto campo.  Sull' America, l'11 settembre, i diritti civili, l'embargo, il comunismo. E sul suo destino. Nell’introduzione Stone scriveva “Pensai che questo incontro, a 16 anni di distanza dal primo, mi avrebbe dato la possibilità di approfondire, di capire meglio ciò che la vita aveva significato per un uomo vissuto come un guerriero e un ribelle di successo, un uomo che porta con orgoglio le sue cicatrici, che è ancora alla guida del suo paese e che è stato il padre della rivoluzione. Un uomo forte che si è guadagnato quello che i francesi potrebbero definire un certo rispetto. Si può non condividerlo, lo si può odiare, ma di certo è impossibile ignorarlo. È una forza della storia.(…)   per proseguire la lettura aprire l’allegato

Altri allegati

  • Fidel Castro: la speranza di un comunismo diverso_R.Prodi_Il Messaggero
  • Gli eroi non muiono vecchi_A.Sofri su L'Unità

Allegato:
fidel_castro_e_la_rivoluzione_stone_intervista_2003.doc
fidel_castro_la_speranza_di_un_comunismo_diverso_prodi.doc
gli_eroi_non_muoino_vecchi_sofri_unita.doc

1 commento
  1. redazione-d84
    redazione-d84 dice:

    Cuba e’ stata “un grande abbaglio”, come scrive Angelo Panebianco sul “Corriere” del primo dicembre? La liberazione dell’America Latina sarebbe arrivata non con Fidel Castro, ma solo “quando, crollata l’Urss, vennero meno le ragioni geopolitiche che, in precedenza, avevano spinto gli USA ad appoggiare varie dittature latinoamericane in funzione antisovietica e anticomunista”. Dunque, alcune dittature vanno avversate (quelle che vincono e resistono al controllo americano), mentre altre possono essere appoggiate per ripristinare l’equilibrio perduto con il destabilizzante indebolimento del dominio americano. Non si tratta di giustificare o nascondere il monopolio castrista del potere. Si tratta di riconoscere il diritto di ogni popolo all’autodeterminazione. E, se si vuol combattere equanimemente “lo strabismo sui regimi”, si tratta di vedere (e combattere) le oligarchie che fanno funzionare le democrazie svuotandole di ogni potere impegnato a rimuovere gli ostacoli e i privilegi che impediscono la piena realizzazione della persona umana nella vita sociale. Mario Dellacqua

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