I pensionati della Cgil di Torino per celebrare la Festa della Repubblica mandano in rete un opuscolo di 19 pagine per ricordare “ il  75esimo anniversario del voto alle donne nel nostro Paese, ponendo l’attenzione di tutti e tutte su quegli aspetti, in gran parte fragili o incompiuti, della democrazia paritaria…”. Testo in allegato

quel grande giorno

Nel capitolo I grandi assenti: le politiche di welfare e le misure di conciliazione – alla pagina 10- si legge “….Siamo un Paese in cui mancano storicamente vere politiche di welfare, a partire da asili nido, scuole a tempo pieno, cura di anziani e disabili. Il welfare locale ha prodotto in molti casi ottime esperienze anche in collegamento con ottime leggi (legge 285/97 e legge 328/2000), ma spesso i tagli ai servizi e alle risorse pubbliche hanno messo in precarietà anche i sistemi più avanzati. Mancano misure che favoriscano il mantenimento di un posto di lavoro con uno stipendio in grado di sostenere tutte le spese che una persona e una famiglia devono affrontare.

Le giovani donne si trovano costrette a optare tra tenersi un lavoro o fare figli. Infatti, il nostro tasso di natalità è tra i più bassi in Europa perché non hanno scelta. L’insufficiente presenza di donne in ruoli decisionali e la mancanza di politiche adeguate per favorire la parità di accesso e permanenza nel mondo del lavoro, fanno sì che raramente la “conciliazione dei tempi” e, ancor di più, la condivisione del lavoro di cura tra generi, vengano considerati temi prioritari per la società, inducendo un’organizzazione del lavoro, che ha risvolti importanti anche nel mercato del lavoro, tarata su un “addetto tipo” che dispone di una donna a casa che si occupa di tutto il resto (sia essa la compagna, la moglie, la mamma o la suocera).

Il “problema delle donne” nel nostro paese non è tanto o soprattutto quello di leggi mancanti o carenti, quanto piuttosto di mentalità e di cultura, entrambe ancora fortemente segnate dall’ideologia paternalista e familista, che ha come rovescio della medaglia l’uso del corpo femminile come merce di scambio e “status symbol” e l’idea di possesso che è alla base della violenza di genere. La strada da percorrere per una reale uguaglianza tra i sessi è ancora lunga e richiede numerosi cambiamenti nella mentalità e nelle azioni. Esige un programma di interventi (…) che saranno un beneficio per tutta la collettività (…)

Quando si ricostruisce un evento di 75 anni fa e le tappe successive in sole 19 pagine pdf è un gran merito, scontando ovviamente “osservazioni critiche” che si possono fare solo ad opera compiuta.

Il testo è stato diffuso con una mailing Spi Torino con questo breve testo di accompagnamento: Tra le parti in allegato troverete anche il manifesto della rete +di194voci, a cui aderiamo come CGIL Torino e come coordinamento donne SPI CGIL Torino. Vi inoltriamo quindi un opuscolo web che può essere letto anche su cellulare e che permette, cliccando sulle parti sottolineate in blu o in viola, di spostare la lettura attraverso l’indice. L’opuscolo sarà stampato anche in versione cartacea. Abbiamo intenzione, insieme al dipartimento cultura, di predisporre altri testi monografici per approfondire le tematiche di genere. Ringraziamo Vilma Nicolini, responsabile del gruppo democrazia paritaria del coordinamento donne, per il contributo che ha fornito alla stesura di base. Vi chiediamo di far circolare questo testo tra i vostri contatti.

Buona Festa della Repubblica! Demetrio Vazzana, Segret. Generale Spi Cgil Prov. Torino – Lucia Centillo, Segret. Spi Cgil Prov. Torino – Alberto Artioli, Resp. Cultura Spi Cgil Prov. Torino

Sul 75° annivesario della nascita (referendum 1946) della Repubblica Massimo Cacciari in “Una Repubblica difficile”, su L’Espresso, scrive”..una Repubblica può solo vivere su valori condivisi. Uguaglianza, libertà, senso di comunità. Ideali in rispeto alla res pubblica…” (vedi allegato)

Altri articoli – Intervista a Luciana CastellinaLa marcia in più della democrazia”di Serri; di Vladimiro Zagrebelslky su “ La necessità di fare convivere eguaglianze e differenze”; di Fabozzi “Costruire il futuro è un’impresa collettiva”:

‘importanza di tenere unite eguaglianza e differenze”,

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