Le falsità ed il buon senso. E’ un fatto consolidato che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori abbia assunto un significato emblematico ben oltre la norma scritta per risalire alle cause della dualità (garantiti e non ) del mercato del lavoro italiano, della precarietà dei giovani e quant’altro. Un esempio classico di come in Italia la politica ami l’avvitamento su identità di facciata ancorché distanti dalla realtà. Ciò ha determinato non poche falsità sul mercato del lavoro, argomentazioni “costruite in vitreo” che la ricerca da tempo ha smentito. Di più, commentatori ed editorialisti, citano norme e leggi dando l’impressione di non conoscerne il testo. Non di rado si ha la sensazione che siano loro ha voler “costruire” grandi ostacoli e/o possibili accordi. Un ruolo alquanto diverso dalla cronaca e dal commento giornalistico. Abbiamo scelto due articoli. Il primo “ Mercato del lavoro, la fiera delle falsità” di A.Bellavista e A.Garilli trattoda www.eguaglianzaelibertà.it; il secondo è di Mario Pirani “Articolo 18, basterebbe un po’ di buon senso” pubblicato su La Repubblica che ricorda le norme che già consentono il licenziamento individuale per ragioni economiche e organizzative ( Legge del 1966) fatto che viene ignorato da coloro che auspicano e premono per la modifica dell’art.18.

In allegato i due articoli

 

Allegato:
mercato_del_lavoro_e_la_fiera_delle_falsita_bellavista-garilli.doc
basterebbe_buon_senso_pirani.pdf

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