Dumping e piano Serbia. Le polemiche scatenate dalla decisione della Fiat di produrre in Serbia i nuovi minivan (L-0) inizialmente previsti a Mirafiori, non fanno desistere l’ad Sergio Marchionne dalla scelta di Kragujevac  rimettendo in sesto lo stabilimento, bombardato nel 1999, di Zastava con un piano d’investimenti da 1 miliardo di euro. I primi tecnici sono già sul posto per preparare le linee che produrranno per il mercato le sostitute di Idea, Musa e Multipla.

Dopo l’annuncio del Cda Fiat, riunitosi a Detroit, tutti i quotidiani del 22 e 23 luglio hanno riportato un’ampia cronaca e commenti sull’inaspetto annuncio che priva Mirafiori della principale commessa per il suo rilancio ( 190.000 monovolumi annui)  per raggiumgere la produzione di 300.00 vetture aannue rispetto le 178.000 del 2009.

Tutti meno il quotidiano della Cisl “Conquiste del lavoro” che ha sì ampiamente scritto sul bilancio Fiat e sulla decisione di scorporo del settore Auto, ma ha fatto “sparire” la notizia su Mirafiori. Un ben strano modo di fare cronaca.

Sergio Marchionne continua a rimarcare le differenze con gli Stati Uniti ( ma anche con la Polonia, la Serbia, il Brasile) dove gli investimenti proposti da Fiat vengono ben accettati ed incentivati mentre  in Italia verrebbero sottovalutati se non ostacolati. L’Italia sarebbe per Marchionne un paese con relazioni non facili, con molta dietrologia, condizioni che impedirebbero di decidere con i tempi e l’affidabilità richiesti dalla globalizzazione. Una situazione politico-sindacale, si racconta, che«lo fa incavolare».

Ai problemi di Torino-Mirafiori  Marchionne dovrebbe rispondere nei prossimi giorni perché pressato dalle sollecitazioni del Sindaco di Torino, del Governo, della Regione e dei sindacati.

Ma è la sola mancata affidabilità dei sindacati che turba i pensieri di Marchionne ? Non pesa ancora di più la mancanza di una politica industriale del nostro paese financo priva del Ministro competente? Un Governo che ha tolto gli incentivi al consumo senza avviare un sostegno all’innovazione auto. Che si è impantanato nell’individuare un progetto di riconversione per Termini Imerese. 

Certamente la mancata unità d’azione dei sindacati ritarda ed « incasina» le soluzioni di nascenti conflitti e ciò fa riflettere Marchionne ma, forse, le scelte che si accinge a fare sono più dovute alla facilità di produrre in condizioni di “dumping” rispetto la nostra normativa in paesi quali la Serbia e la Polonia, oltre ad essere  risentitito dei tanti “schiaffi” ricevuti da questo inoperoso e parolaio governo.

Alleghiamo alcuni file di approfondimento. Buona lettura.

1 – Un paese senza politica industriale – Luigi La Spina

2 – Kragujevac – Zastava: Cosa offre il Governo di Belgrado, quanto percepiscono i lavoratori

3 –  Le dichiarzioni del Sindaco Sergio Chiamparino e l’intervista del Vice Sindaco Tom  Dealessandri

4 –  La cronaca (priva della notizia su Serbia) apparsa su Conquiste del lavoro del 22 Luglio. Vedi su www.conquistedellavoro.it

5 –  Un compagno di Trieste ha trasmesso il comunicato del sindacato della Zastava su quanto dichiarato da Sergio Marchionne. 

cari saluti

Allegato:
UN PAESE SENZA POLITICA INDUSTRIALE.doc
Note su Kragujevac.doc
Dealessandri e Chiamparino.doc
Conquiste del Lavoro 22-7-10.pdf
23_luglio_2010.PDF

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